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Campagne in crisi per il gelo Coldiretti: "Costi alle stelle"

Vivai e coltivazioni a rischio

Oltre al blocco della circolazione ai tir, che impedisce la consegna di tonnellate di verdure, aumentano le spese aziendali per il riscaldamento delle serre e delle stalle lombarde.

Frutta e verdura made in Italy
Frutta e verdura made in Italy

Milano, 4 febbraio 2012 - Neve e freddo record. È allarme rosso nelle campagne lombarde. I terreni sembrano sonnecchiare sotto la coltre bianca. Ma i guai sono fuori, nelle stalle e nelle serre. Aumentano i costi già alle stelle per il riscaldamento dei vivai, gli ostacoli alla circolazione creano difficoltà nell'approvvigionamento mangimistico negli allevamenti e il blocco della circolazione ai tirimpedisce la consegna di tonnellate di verdure.

Oltre alla «crisi di rifornimento» che si ripercuoterà anche sui consumatori viste le forniture e i prezzi sugli scaffali dei supermercati non ancora tornati alla normalità dopo lo sciopero degli autotrasportatori. Con le temperature siberiane esplodono le spese aziendali per il riscaldamento delle serre già calcolato in un più 80 per cento. «Il prezzo del gasolio agricolo dallo 0,49 euro del gennaio 2010 è oggi salito all'1,40 euro. Un aumento già difficile da affrontare in situazioni normali e che ora con questo gelo va ulteriormente ad aggravare l'economia delle nostre imprese. Siamo infatti costretti a tenere acceso giorno e notte il riscaldamento. Di contro i prezzi delle piante sono rimasti quelli di dieci anni fa - dice Fulvio Saldini, vivaista e presidente di Assofloro Lombardia -. Un salasso che si aggiunge ad una crisi del settore che ha già causato nella nostra regione la chiusura in un anno di ben 50 vivai».

Stesso problema nelle stalle lombarde dove il riscaldamento sta andando a pieno regime per salvare dal vento freddo i vitellini appena nati senza contare che al di sotto dei -2 gradi di temperatura media giornaliera cala fino al 20 per cento la resa produttiva degli animali da latte. Negli allevamenti di suini nonostante le strutture coibentate la temperatura deve restare tra i 18 e 22 gradi nelle sale parto. «Dove ci sono i suinetti svezzati abbiamo anche messo in funzione i missili antigelo» sottolinea Giannenrico Spoldi allevatore del Cremonese con all'attivo 400 scrofe e 5000 maiali.

E se gli agricoltori sono alle prese nelle stalle anche con la sostituzione degli abbeveratoi saltati per il gelo molte coltivazioni invernali in campo aperto sono minacciate dal freddo. Se la temperatura dovesse rimanere a lungo sotto i dieci gradi a soffrire sarebbero anche gli oliveti del Garda, del Comasco e del Sebino. Conseguenze pesanti anche sul fronte dei trasporti. A preoccupare sono gli ostacoli alla circolazione. Le cattive condizioni del fondo stradale hanno rallentato fortemente lo spostamento dei tir, con la conseguenza che la distribuzione di alimentari freschi agli stabilimenti e ai punti vendita della grande distribuzione è diminuita della metà. Difficoltà anche per le consegne di latte fresco e di altri prodotti deperibili. La Coldiretti ha stimato danni complessivi di 50 milioni per effetto del deprezzamento delle merci deteriorabili.

di Elena Bellé

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