Milano / Bergamo / Brescia / Como / Cremona / Lecco / Legnano / Lodi / Monza Brianza / Mantova / Pavia / Martesana / Rho / Sesto / Sud-Milano / Sondrio / Varese

Tabacci: "Quote Serravalle, vendiamo alla Provincia"

Risolutivo l'incontro con Podestà

L'assessore: "L'idea è cedere, anche attraverso società veicolo, il 18,6% del Comune insieme ad un 15% della Provincia"

L'assessore Bruno Tabacci
L'assessore Bruno Tabacci

Milano, 4 febbraio 2012 - Assessore Bruno Tabacci, quale il piano per rientrare dal deficit di bilancio di 540 milioni di euro?

«Domani (oggi ndr) incontrerò il presidente Podestà per discutere della vendita congiunta delle quote detenute in Milano-Serravalle: l'idea è cedere, anche attraverso una società veicolo, il 18.6% del Comune insieme ad un 15% della Provincia (che scenderebbe sotto il 51% ndr). Questo permetterà al Comune di incassare dai 135 ai 140 milioni. Altri 100 milioni contiamo arrivino dagli oneri di urbanizzazione, una somma tra gli 80 e i 100 milioni dalla spending review su partecipate e controllate. Infine, la leva fiscale».

Il progetto della vendita congiunta delle quote Serravalle prevede che alla Provincia sia riconosciuto un rappresentante nel cda di Sea?

«Si può riconoscere una presenza della Provincia in Sea definendo contestualmente un'azione di valorizzazione delle rispettive partecipazioni in Serravalle».

Capitolo Imu. Il Pd ha chiesto che l'aliquota non sia maggiorata per la prima casa ma solo dalla seconda in su e per i redditi alti. Lei è d'accordo?

«È una proposta ragionevole, ma ne discuteremo domani nella riunione di Giunta. Consideri che l'impatto sul bilancio 2012 dell'Imu sulla prima casa, con l'aliquota del 4 per mille, è pressoché nullo: gli introiti compenseranno la perdita di 153 milioni di euro di trasferimenti statali».

Torniamo alle partecipate. Si va verso una fusione delle utility dell'energia di Milano, Torino e Bologna?

«È una strada percorribile».

Condivide l'apertura del fondo anticrisi alle coppie di fatto, anche omosessuali?

«Un fondo per chi è in difficoltà non può discriminare in base agli orientamenti sessuali. La famiglia tradizionale resta l'architrave del Paese ma questo non impedisce di creare albi della solidarietà civile. Seguiamo la tradizione del welfare ambrosiano, che ha reso la sanità lombarda un modello già prima degli ultimi 20 anni».

A proposito: si parla di lei proprio per il dopo Formigoni.

«Vedremo come si evolverà lo scenario politico. Certo, vedere la Regione conciata così fa tristezza».

Formigoni dovrebbe dimettersi, visti gli arresti e le inchieste degli ultimi mesi?

«Non do consigli. Ma ritengo sbagliato parlare di casi isolati, di comportamenti individuali. Non c'è solo qualche mela marcia, tutto il cesto è marcio. Benché io venga dalla scuola di Don Mazzolari, invito Cl ad un'assunzione di responsabilità e al ritorno ai valori dell'etica e dell'impegno civico. Le idee di Don Giussani sono state tradite nell'esasperazione di un'organizzazione che è andata - forse anche al di là delle intenzioni di qualcuno - sempre più verso la politica e il potere».

giambattista.anastasio@ilgiorno.net

di Giambattista Anastasio

Pubblicità locale
Trova aziende e professionisti
Powered by ProntoImprese

  • Notizie Locali
  • il Resto del Carlino:
  • La Nazione
  • Il Giorno
  • Blog
Copyright © 2012 MONRIF NET S.r.l. - Dati societari - P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Powered by