Si è concluso il processo su alcune irregolarità relative alle autorizzazioni per le operazioni di bonifica del cantiere della nuova sede di Regione Lombardia
Milano, 3 febbraio 2012 - Tre condanne e due assoluzioni. Così si è concluso il processo su alcune irregolarità relative alle autorizzazioni per le operazioni di bonifica del cantiere della nuova sede della Regione Lombardia. Il giudice della quarta sezione penale ha condannato a un anno di reclusione Francesco Rocco Ferrara, rappresentate della So.Ge.Sa., la società a cui erano stati conferiti sia l’appalto per i lavori di bonifica del Pirellone bis da parte del Consorzio Torre (controllato da Impregilo) sia quello della bonifica della discarica di melme acide a Ossona da parte del consorzio Alta Velocità Cav.To.Mi; pene pecuniarie da 10 mila euro per Luca Raffaelli, all’epoca dei fatti dirigente provinciale dell’ufficio Bonifiche, e per un terzo imputato.
Assolti invece Antonella Giannini, amministratore unico della società, e un altro imputato. Secondo le accuse del pm Paola Pirotta, tra il 2006 e il 2007 Ferrara avrebbe gestito 9,9 milioni di chili di rifiuti speciali non pericolosi derivanti dalla bonifica del cantiere di via Melchiorre Gioia e altri 103 milioni di chili relativi alla bonifica di una discarica di Ossona senza le autorizzazioni previste dalle normative ambientali. «Faremo appello per Ferrara, perché è una sentenza ingiusta - ha dichiarato il difensore, l’avvocato Davide Steccanella -. Abbiamo dimostrato la buona fede del cliente che all’epoca, avendo fatto regolare domanda di autorizzazione per gestire la bonifica, secondo la legge poteva procedere ai lavori per il Pirellone. Poi l’autorizzazione non gli è stata concessa, ma i lavori ormai erano già finiti. Tra l’altro, è bene sottolinearlo, senza alcun danno per l’ambiente».