Vigili, il sindacalista denuncia: 500 infortuni all’anno
Milano, 3 febbraio 2012 - I «ghisa» sono sempre quelli di una volta, ma il tessuto sociale, oggi a Milano, è del tutto diverso. Aggressivo e senza remore. Giorni difficili per gli agenti di polizia locale: due sparatorie a distanza di poche ore, un vigile di quartiere travolto e ucciso poco meno di un mese fa. E poi incidenti con feriti, passanti messi sotto, ciclisti urtati, quasi un pirata della strada al giorno nel 2011 e oltre 500 vigili infortunati solo nell’anno appena passato. Una giungla selvaggia presidiata da agenti, molti dei quali in bicicletta, soprattutto nelle periferie. Non basta più. Ad alzare la voce è Alfonso Masucci, sindacalista della Cisl.
«Purtroppo ci sono segnali di un clima di esasperazione e mancanza di senso civico — dice Masucci — il sindaco Pisapia ci ha promesso di aumentare il numero dei poliziotti sul territorio, ma non è sufficiente. I fatti dimostrano quanto sia importante la nostra attività quotidiana, che non è più solo multe, ma sempre più spesso risponde alle richieste di sicurezza in termini molto più ampi». Come molti vigili, Masucci se la prende anche con le nuove disposizioni del premier Monti che ha precluso alla polizia locale la possibilità di avere il riconoscimento della causa di servizio in caso di infortunio (a differenza di carabinieri, poliziotti e finanzieri).
Un’esigenza diventata prioritaria dopo il caso Savarino e i due vigili feriti ieri. «I colleghi che si sono lanciati all’inseguimento dei rapinatori avrebbero potuto dire “Chi me lo fa fare? Se poi mi faccio male?”. Invece — continua — non hanno esitato a fare il loro dovere». Poi c’è la sicurezza quotidiana. La Cisl chiede l’obbligo di pattuglie (due vigili), perché girare soli è diventato troppo pericoloso. E un’ultima cosa. «Chiediamo a Pisapia — conclude Masucci — che i vigili in bicicletta restino confinati solo in piazza Duomo, le periferie, da Quarto Oggiaro alla Bovisa, lasciamole alla polizia in auto».
di Anna Giorgi