Per l'errore era morta una ragazza. L'accusa di cooperazione in omicidio colposo aggravato dalla violazione dell’arte medica. Secca la replica dell'ospedale
Milano, 1 febbraio 2012 - Non le hanno applicato un sondino drenante durante un intervento di asportazione dello stomaco, portando così alla morte una ragazza 27enne per soffocamento e per lo shock settico causato dalle secrezioni salivari e dalla bile che le hanno invaso i polmoni.
Così 4 medici dell'Humanitas di Rozzano sono stati rinviati oggi a giudizio per l'incidente avvenuto nel luglio del 2009. L'accusa è di quelle pesanti: cooperazione in omicidio colposo aggravato dalla violazione dell’arte medica.
Una morte molto dolorosa, di cui la paziente si sarebbe resa conto al punto di telefonare al fidanzato nel cuore della notte per dirgli: “Sto morendo, vieni”.
Il processo è stato disposto dal giudice per l’udienza preliminare Andrea Salemme su richiesta del pubblico ministero Maurizio Ascione. Comincerà il 19 aprile davanti alla quinta sezione penale.
SECCA LA REPLICA - L'istituto ospedaliero di Rozzano ha voluto ribadire la propria posizione: "La paziente, affetta da grave tumore gastrico, ha ricevuto le migliori cure possibili da una equipe di riconosciuta eccellenza chirurgica. L’impiego del sondino non è stato ritenuto adeguato nel caso specifico. Restiamo comuqnue fiduciosi nell'operato dei nostri medici nella convinzione che abbiano fatto tutto cio’ che fosse tecnicamente possibile per salvare la vita alla paziente".