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Lombardi, popolo di formichine Guadagnano di più ma spendono meno degli altri

Crollano le spese per tv e motori

Hanno destinato oltre 11 miliardi di euro ai beni non di prima necessità, in calo del 6% rispetto al 2010

Milano, 1 febbraio 2012 - Guadagnano più degli altri, ma nel 2011 hanno preferito risparmiare. È il ritratto dei lombardi che esce dal diciottesimo rapporto dell’Osservatorio di Findomestic Banca - pioniere del credito al consumo nel Belpaese - sul consumo di beni durevoli.

Auto, moto, elettrodomestici, mobili, informatica: non di prima necessità (anche se sono esclusi quelli di lusso come barche e gioielli), piuttosto investimenti cui l’anno scorso i lombardi hanno destinato 11,535 miliardi di euro, il 6 per cento in meno rispetto al 2010, in linea col resto degli italiani (-6,1%).

Però in un quadro economico che, nella crisi, si conferma «tra i più dinamici del Paese», precisa Stefano Martini, presidente dell’Osservatorio. Eppure, tra le Alpi e il Po il «clima d’incertezza e sfiducia» non si discosta molto dalla media dello stivale: quasi sei su dieci notano un peggioramento nella loro situazione economica personale e le aspettative sui prossimi tre anni si dividono equamente tra pessimisti (26%) e ottimisti (28%). La differenza è che, mentre a livello nazionale solo il 35% delle famiglie è riuscito a risparmiare qualcosa nel 2011, in Lombardia l’ha fatto il 46%, quasi la metà.

Anche perché qui si guadagna di più: il reddito disponibile pro capite è di 20.463 euro, in crescita del 2% rispetto al 2010 come nel resto d’Italia, ma superiore alla media nazionale di oltre 2600 euro. Con importanti differenze tra le province: se Milano è la più ricca d’Italia (26.202 euro), la segue a ruota Sondrio, con 19.062 euro, mentre le altre restano tutte sotto la media nazionale.

A fondo classifica i lodigiani, con 14.614 euro a testa (poco più della metà dei soldi dei milanesi) ma in crescita del 2,5%: solo a Lecco (+2,8%), e ancora a Sondrio (+2,7%) il reddito dal 2010 è aumentato di più. Mentre i bergamaschi, terzultimi per incassi, sono anche quelli che migliorano meno, dell’1,4%.

Differente anche il modo di investire i soldi. Il crollo della spesa delle famiglie per motoveicoli e soprattutto auto nuove, cui corrisponde un aumento del ricorso all’usato, è meno accentuato rispetto alla media italiana, ma non dappertutto: a Mantova il nuovo precipita del 15,3%, più della media nazionale (-14,9%), e l’usato cresce in un anno del 6,1%, contro una media lombarda del +2,8%.

Nel comparto moto si distinguono i varesini, che hanno addirittura aumentato (di uno 0,7%) la spesa; la più alta è quella dei bergamaschi (91 euro a famiglia), ma è anche in calo del 6,1%, sopra la media regionale (-5,5%. In Italia, però, è -14,2%). I lariani, comaschi e lecchesi, si mostrano i più attenti alla casa: la spesa per i piccoli elettrodomestici bianchi (-5,4, -6,1%) e per i mobili (-1,1, -1,5%) si riduce meno che nel resto della regione. Il tracollo degli elettrodomestici bruni (-29,4%, contro il -16,3% nazionale, effetto dello switch off anticipato al digitale terrestre) è più lieve a Como (-27,7%) e più pesante a Pavia e Sondrio (-30,6 e -31,2%). Le ultime due tra l’altro registrano, con Lodi, Brescia e Mantova, un tonfo superiore al 10% della spesa in prodotti d’informatica (-9,7% in regione, -9,4% in Italia). Ma nel conto non sono inclusi gli smartphone.

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