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Formigoni, il rebus rimpasto Più donne, ma chi far fuori?

Incontro con Berlusconi

Uscita sicura per l’assessore alla Cultura Massimo Buscemi, ma a perdere la poltrona potrebbero essere anche gli assessori Marcello Raimondi (Ambiente) o Gianni Rossoni (Istruzione)

Roberto Formigoni al Consiglio Regionale
Roberto Formigoni al Consiglio Regionale

Milano, 31 gennaio 2012 - Happy hour strategico ad Arcore, dove ieri sera Silvio Berlusconi ha accolto il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. Tema in agenda «un’analisi della situazione politica nazionale e regionale». «Era un incontro programmato da tempo — sottolinea il governatore — a tema non c’è il rimpasto».

Ma ieri sera il tema più scottante era proprio quello del rimpasto di giunta, a cui il governatore è costretto dopo i recenti provvedimenti giudiziari che hanno colpito autorevoli esponenti di Palazzo Lombardia. Ufficialmente i cambiamenti sono imposti dall’inserimento di altre donne in giunta per il rispetto delle quote rosa. Ma sui nomi è battaglia. Il governatore ha sposato la tesi, da più parti avanzata, del no ai doppi incarichi per assessori e sottosegretari. Su questa base ha avanzato l’ipotesi di una sostituzione di Antonio Magnano, il geometra di Macherio diventato sottosegretario. Nome che Berlusconi ha difeso per molto tempo a spada tratta.

Uscita sicura per l’assessore alla Cultura Massimo Buscemi, ma a perdere la poltrona potrebbero essere anche gli assessori Marcello Raimondi (Ambiente) o Gianni Rossoni (Istruzione), entrambi di area formigoniana.

Per le sostituzioni certa la poltrona Cultura per la pidiellina Margherita Peroni. L’altro nome potrebbe essere quello dell’architetto Laura Mira Bonomi, ex sindaco di Turbigo, oggi assessore al Bilancio a Busto Arsizio. Ma esiste anche una variabile tecnica, il possibile ingresso di un nome femminile pescato nel settore universitario fuori dai partiti, come ha chiesto l’Udc.

Gli annunci nel week-end, o al massimo nei primi giorni della prossima settimana. Con la Lega che sta a guardare e continua a minacciare di staccare la spina. Ma sul tavolo delle contrattazioni di questo febbraio ci sono anche parecchi nomine di enti e società regionali in scadenza.

rossella.minotti@ilgiorno.net

di Rossella Minotti

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