Il presidente del collegio del tribunale di Milano, Francesca Vitale, ha invitato i legali dell'ex premier a concludere, ma l’avvocato Niccolò Ghedini ha ribadito che 2non è facile fare domande con grande pressione sul tempo"
Milano, 26 gennaio 2012 -" Se questo processo si dovesse concludere prima della sentenza per intervenuta prescrizione, sarebbe un disastro e io non sono affatto tranquillo''. E' quanto ha affermato il pm Fabio De Pasquale, nell'ambito del braccio di ferro tra accusa e difesa sull'ordine delle prove da acquisire prima del verdetto finale. La questione è presto detta: l'esame di David Mills non si e' esaurito nemmeno oggi ed e' stato aggiornato al 3 febbraio, nel pomeriggio.
L'accusa chiede ai difensori di Silvio Berlusconi, imputato per corruzione in atti giudiziari, di anticipare altri testi al 31 gennaio così da non 'perdere' nessuna udienza prima che intervenga la prescrizione, che secondo i più scatterebbe il 14 febbraio. I legali delle'ex premier, però, si rifiutano di invertire l'ordine di assunzione dei loro testi ''una inversione mentre si sta sentendo un testimone non si e' mai vista'', fa notare in aula Niccolò Ghedini. I legali del leader del Pdl suggeriscono di proseguire l'udienza il 3 febbraio, dopo Mills, fino a sera inoltrata con l'esame di altri testi, e di terminare i loro interrogatori nella giornata del 4 febbraio. ''C'è la possibilita' - sostiene Ghedini - di rispettare sia i tempi del processo che le esigenze della difesa''. Su questa questione decideranno i giudici che si sono riuniti in Camera di consiglio.
DAVIDE MILLS - Il legale inglese, durante l'udienza di oggi, preoccupato di non avere il tempo per terminare in modo completo la sua testimonianza: "Ho molte cose da dire sull'aspetto più importante di questo processo: l'origine dei 600mila dollari. Ho 14 documenti che provano che l'accusa è completamente falsa".
SILVIO BERLUSCONI - Oggi l'ex premier non si è presentato in aula perchè impegnato a Roma per il voto alla Camera del dl Milleproroghe. La questione tempo è una grande preoccupazione anche per la difesa di Berlusconi. Il presidente del collegio del tribunale di Milano davanti al quale si è tenuta l'udienza, Francesca Vitale, ha invitato i legali a concludere il controinterrogatorio nell’udienza di oggi, ma l’avvocato Niccolò Ghedini ha avvertito che potrebbe non farcela visto il numero delle domande e il tempo per la traduzione.
"Non è facile fare domande con una grande pressioni sui tempo", ha affermato l'avvocato Niccolo' Ghedini, sostenendo che i giudici badano "piu' al tempo che al contenuto" del processo. In un nuovo botta e risposta con il presidente del collegio, Francesca Vitale, ha detto che "c'è insofferenza nei confronti del lavoro che sta facendo questa difesa", quando il giudice ha cercato di limitare le domande di Ghedini.