Secondo il virologo Fausto Baldanti, l'influenza non è una malattia da sottovalutare "perché potenzialmente aggressiva"; il consiglio è il vaccino
Pavia, 24 gennaio 2012 - L'influenza è arrivata. In Lombardia già 208 mila residenti sono stati messi ko, e i pavesi non sono stati risparmiati. Colpa di tre virus isolati al San Matteo. «Il nuovo è l'H3N2 - ha detto il virologo Fausto Baldanti - che va ad aggiungersi all'H1N1 che dopo la pandemia è diventato virus influenzale stagionale e al virus B. Abbiamo tre ceppi che si stanno manifestando con un considerevole incremento dei casi. Un po' in ritardo rispetto al passato quando il periodo di maggior incidenza cadeva tra Natale e Capodanno».
Però molte persone si sono ammalate anche prima.
«Quelli erano virus non coperti dal vaccino. Comunemente qualunque infezione respiratoria si chiama influenza, ma da un punto di vista biologico non è così ».
Nomi diversi per malanni uguali?
«No, perché l'influenza non è una patologia da sottovalutare, perché potenzialmente aggressiva. Al San Matteo abbiamo riscontrato alcuni casi gravi, poi segnalati».
Le campagne vaccinali hanno contribuito a ridurre la diffusione dell'influenza?
«No, ma non perché il vaccino non serva, bensì perché poche persone si vaccinano . La gente è sospettosa, teme complicanze, quando in realtà gli studi ne escludono di causate dai vaccini. Così, però, i virus circolano ampiamente»
I sintomi sono sempre i soliti?
«Sì, febbre alta, le cosiddette ossa rotte e difficoltà respiratorie. Sembrano malesseri sopportabili, però tre giorni di febbre alta metterebbero al tappeto chiunque».
Come ci si può difendere, se non ci si è vaccinati?
«Evitanto i luoghi affollati e lavandosi spesso le mani perché il virus su diffonde così. Nessuno ti starnutisce in faccia, ma toccando un corrimano toccato prima da chi era infetto, ci si può ammalare. Occorre preoccuparsi dell'igiene personale, lavarsi le mani con gel idroalcolici e usare i fazzoletti».
E nel caso compaiano i famigerati sintomi?
«Stare a casa a riposo e aspettare che passi evitando di assumere antivirali riservati solo ai casi più severi. Naturalmente è bene rivolgersi al proprio medico di base, non al pronto soccorso, perché si rischierebbe di intasarlo inutilmente. Non c'è un problema particolare, l'influenza passa. Ma noi teniamo gli occhi ben aperti».
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di Manuela Marziani