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Bossi: "O Berlusconi fa cadere Monti o elezioni in Lombardia"

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Un corteo da piazza Castello a piazza Duomo, dove si è tenuto il comizio conclusivo. La Questura parla di 50mila manifestanti. Cartelli, manifesti, bandiere, barbari sognanti e 'Bossi-Bobo-Boys'. Qualche fischio contro il Senatùr per non aver dato parola a Maroni

Militanti Lega in piazza per la manifestazione
Militanti Lega in piazza per la manifestazione

Milano, 22 gennaio 2012 -  Parola d'ordine unità. La Lega scende in piazza a Milano contro il governo Monti e per mettersi alle spalle le tensioni e le divisioni degli ultimi mesi. Sono giunti in migliaia in piazza Castello a Milano da tutte le parti d'Italia per partecipare alla manifestazione contro il governo organizzata dalla Lega Nord. Secondo le stime degli organizzatori, si va dalle 60 mila alle 75 mila persone, mentre la Questura parla di 50mila.  Annunciata il 4 dicembre scorso alla riunione del parlamento padano a Vicenza come prima importante azione di piazza della nuova Lega di opposizione, la manifestazione di oggi è anche un test per capire come si schiererà la base leghista dopo gli ultimi eventi.

 

IL COMIZIO - Piazza Duomo gremita prima dell'inizio del corteo, che da piazza Castello ha portato i militanti nel cuore di Milano.  Ad aprire i discorsi sono stati prima gli amministratori locali, il sindaco di Monza Marco Mariani e il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, che hanno contestato la politica del governo nei confronti degli enti locali. Quindi è stata la volta dei governatori di Piemonte e Veneto, Roberto Cota e Luca Zaia. Poi, ha parlato il leader Umberto Bossi.

FISCHI - La folla ha urlato più volte ''Maroni, Maroni'', chiedendo che l'ex ministro prendesse la parola. Ma il Senatùr non l'ha consentito nè a lui, nè ad altri dirigenti della Lega. Non sono quindi mancati i fischi all'indirizzo di Bossi che ha invitato lo stesso Maroni e Reguzzoni a stringersi la mano sul palco. I due, però, non ce l'hanno fatta: l'ex  capogruppo alla fine del comizio del Senatur si è avvicinato all'ex ministro dell'Interno senza riuscire a scambiare un saluto. Una parte della folla, per coprire i continui fischi, ha urlato ''Umberto, Umberto''. Il Senatur ha fatto finta di nulla e ha proseguito il suo discorso sottolineando che ''tutti hanno fatto un passo indietro''. Subito dopo Bossi ha lanciato l'urlo ''Padania libera'' per cercare la risposta unitaria di tutta la folla. Maroni, in piedi sul palco, non ha battuto ciglio ma sorridendo ha guardato la parte della folla che lo acclamava. Presente, con loro, , anche Rosy Mauro. Quasi contemporaneamente dal palco l'europarlamentare Matteo Salvini ha mostrato verso piazza Duomo una sciarpa con la scritta 'Barbari sognanti', che è diventato ormai il motto dei maroniani.

 

UMBERTO BOSSI - Il Senatùr, aprendo il comizio in piazza Duomo a Milano, parla dell'unità della Lega dicendo che ''tutti abbiamo fatto un passo indietro''.  "Molti della Lega hanno dimostrato saggezza e le scelte fatte da tutti, da Maroni, Reguzzoni e anche da me sono state fondamentali per riportare la libertà", ha spiegato Bossi. Salendo sul palco e vedendo la piazza gremita di sostenitori Bossi ha sottolineato poi come "la Lega esageri sempre". Poi, riguardo l'ex ministro: ''Io non avrei mai fatto niente contro Maroni, che è con me da tanti anni''.

Deciso anche sull'ex Presidente dl Consiglio: "Berlusconi non puo' parlare con noi e tenere un piede nel Governo. Un suggerimento, la Lega ti chiede di far cadere questo governo infame o non riuscirà a  tenere in piedi il governo della Lombardia, dove ne stanno arrestando uno al giorno''. In conclusione del suo comizio, il leader della Lega ha voluto salutare l'arcivescovo di Milano spiegando di aver iniziato in ritardo il suo comizio proprio per consentirgli di concludere la messa: "Angelo Scola è nato a Lecco e il Papa nella sua infinita saggezza l'ha mandato da noi. Scola parla ancora il dialetto, la nostra lingua. E' uno dei nostri. Speriamo che Scola dica le sue preghiere anche per la Padania".

Durante il corteo, invece, Bossi ha sottolineato: "La Lega non è mai stata divisa, eravate voi che lo speravate, ma sapevo che non sarebbe successo niente. E' stato facile riunire''. Dopo gli ultimi scandali che hanno coinvolto esponenti della Regione Lombardia "penso male e se andiamo avanti così si andrà alle elezioni". E' quanto sostiene il Senatùr che, alla domanda se si andrà ad elezioni con chi correrete, ha risposto: "da soli perchè da soli abbiamo la forza per vincere".

 

MARCO MARIANI - Il sindaco di Monza, sul palco, ha esordito: "Siamo contro l'Imu. L'Europa dà fastidio, veniamo comandati in casa nostra. in Brianza abbiamo 34 imprese ogni 2 km. io sono nato leghista, dobbiamo stare uniti. pensate al Muro di Berlino, nessuno se lo sarebbe mai aspettato, eppure... L'Italia è vicina a cambiamenti repentini".

 

ROBERTO COTA -  "Questo Governo vuole farci credere che sta portando avanti una politica di modernità, si parla di liberalizzazioni, ma quali? Non sono stati colpiti i veri centri di monopolio del potere, pensiamo alle banche, ma le singole categorie di cittadini cioe' la gente che lavora'': lo ha detto il Presidente della Regione Piemonte, parlando dal palco della manifestazione. ''Questo Governo - ha aggiunto Cota - sta adottando una politica di sole tasse, ma quando il sistema non cresce quello che si deve fare e' dare incentivi per stimolare la crescita e gli strumenti sono il federalismo fiscale e una politica di incentivi alle aziende che assumono nuovi lavoratori''.
''Il nostro orizzonte - ha concluso Cota - è a nord e il nostro compito come Presidenti di Regione è anche quello di essere ambasciatori della Padania in Europa, noi vogliamo costruire l'Euroregione Alpina perche' le Alpi non ci
dividono, ma ci uniscono''.

 

LUCA ZAIA - Sempre dal palco, il Presidente della Regione Veneto non ha mostrato grande entusiasmo verso il nuovo Presidente del Consiglio: "Monti è lo sceriffo di Nottingham, ci si aspettava di più da questo professore. Come metodo epr risolvere la crisi si parla di liberalizzazioni ai taxi e ai farmacisti. Vogliamo mettere le mani sugli sprechi". Quando Zaia ha citato il provvedimento Roma capitale, sono partiti numerosi insulti contro il sindaco Alemanno.

 

IL CORTEO - Il corteo è partito alle 10 da piazza Castello: in testa, i principali dirigenti del Carroccio. Dietro lo striscione 'un popolo, un destino, Padania libera', hanno sfilato Roberto Maroni, Roberto Calderoli, Rosi Mauro e il capogruppo uscente alla Camera, Marco Reguzzoni. Il leader della Lega , Umberto Bossi, che doveva arrivare direttamente sul palco del comizio finale a piazza del Duomo, si è unito agli altri nel corteo. Tra i dirigenti del movimento presenti, anche il vicepresidente della Regione Lombardia, Andrea Gibelli, il segretario della Lega Lombarda, Giancarlo Giorgetti, l'ex viceministro Roberto Castelli, e il nuovo capogruppo alla Camera, Giampaolo Dozzo.  

 

ROBERTO MARONI - L'ex ministro, durante il corteo, ha detto: "Siamo un partito vivo e vivace. Mercoledì a Varese ho visto grande passione, a me piace la Lega delle passioni, del tutti uniti. Siamo tantissimie  tra amici, un clima ottimo". Dozzo? "Sono soddisfatto, ma l'ho già detto, è un militante di lunga data, un ottimo politico. Siamo amici da tempo e farà bene come capogruppo", ha aggiunto Maroni. L'ex ministro dell'Interno auspica che si vada alle elezioni anticipate ma crede che questa eventualità sia "difficile". A chi gli ha chiesto se si andrà a votare, Maroni ha replicato: "Spero di sì ma mi pare difficile. Siamo quiper protestare contro un governo che mette solo tasse, che risparmia i grandi poteri delle liberalizzazioni. Diciamo queste cose in piazza oggi con la forza del nostro popolo".

 

ROBERTO CALDEROLI - "Siamo qui per mandare a casa il governo Monti. Mi auguro che per le Idi di Marzo qualcuno dia la famosa coltellata al governo e finalmente la parola torni al popolo". Così l'ex ministro ha spiegato il senso della manifestazione della Lega a Milano. A chi gli ha chiesto dell'imminente sostituzione del capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni con Giampaolo Dozzo, Calderoli si è limitato a rispondere che questo
cambio era "stato programmato, era stato programmato che il mandato di Reguzzoni finisse a dicembre 2011 e quindi a gennaio si procede con la sostituzione, che aveva già previsto Bossi".

 

MARIO BORGHEZIO - Gira per la piazza con il tradizionale foulard verde ed 'una ascia celtica' nella mano. Così Mario Borghezio, europarlamentare della Lega Nord, si è presentato questa mattina al raduno leghista di piazza Castello. ''Mi pare che sia rinata la Lega di lotta, quella delle origini'', ha affermato l'esponente del Carroccio, che non risparmia una steccata nei confronti del 'cerchio magico': ''in tutte le famiglie ci sono dei rimbambiti. Da noi sono pochissimi ma sono convinto che erano in buona fede''.

 

MARCO REGUZZONI - "Il mio non è stato un passo indietro ma è la dimostrazione che non siamo attaccati alle poltrone". E' quanto ha sottolineato l'ex capogruppo alla Camera, anche lui presente alla manifestazione della Lega. E proprio a proposito della sua presenza che fino all'ultimo sembrava incerta "quello che conta -ha sottolineato Reguzzoni- è che in piazza ci siano migliaia e migliaia di persone a contestare questo governo e a sostenere Bossi".

 

CARTELLI, BARBARI SOGNANTI E  'BOSSI-BOBO-BOYS' - Oltre alla foto di gruppo, dopo le tensioni delle settimane scorse, l'immagine di unità del partito contro il "governo ladro" è data anche da decine di cartelli, distribuiti ai militanti, con la foto di Umberto Bossi e Maroni insieme. Tantissimi i manifesti contro il governo, ne spiccano diversi che riportano l'immagine del presidente del Consiglio Mario Monti accostata a quella del 'ragionier Ugo Fantozzi', impersonato al cinema da Paolo Villaggio. "Stesse capacità", c'è scritto sotto le due foto affiancate. Negli altri cartelli è un ricorrere di slogan come 'Basta tasse, basta Roma', '150 anni di sfruttamento, la Padania ora vuole l'indipendenza', 'Il governo è avvisato'. E ce n'è anche uno molto gettonato con la scritta 'Macelleria Monti' e la caricatura del presidente del Consiglio che su un banco da macellaio fa a pezzi un pensionato.

Diversi dirigenti leghisti si sono presentati alla manifestazione con l'adesivo "barbaro sognante" attaccato sul giubbotto. Il 'marchio' segnala la vicinanza a Roberto Maroni che utilizzò il termine "barbari sognanti" (preso a prestito dal poeta irredentista triestino Scipio Slataper) durante il suo intervento a Pontida. Da allora, il termine è usato dai 'padani' per segnalare la propria appartenenza alla corrente dei 'maroniani', opposta a quella del 'cerchio magico'. Tra i militanti, anche un gruppo di venti persone che indossano una pettorina verde con la scritta 'Bossi-Bobo-boys'.

 

LE TENSIONI DELLE ULTIME SETTIMANE - Questa manifestazione giunge alla fine di una settimana di fendenti, accuse e polemiche. Dopo le lacerazioni, ormai pubbliche, del gruppo dirigente leghista, migliaia di militanti si ritrovano nel capoluogo lombardo sotto il segno (imposto in queste ore da Bossi) dell'unità, dopo aver assistito in soli nove giorni prima al diktat, poi rientrato, contro l'ex ministro Maroni,a cui era stato vietato di partecipare a incontri pubblici leghisti; alla repentina riscossa dello stesso Maroni, celebrata a Varese mercoledì scorso in un plebiscito di consensi; al successivo "passo indietro" di uno dei protagonisti dello scontro, l'ormai ex capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni; e alla pax interna, reale o tattica che sia, decretata ieri dal "capo" con un "Basta, fermi tutti" .

 

LA REPLICA DI ROBERTO FORMIGONI - "Non è interesse di nessuno innescare reazioni a catena che metterebbero a rischio diverse amministrazioni del Nord. Abbiamo valutazioni diverse in sede nazionale sul governo Monti, ma in Lombardia, Veneto e Piemonte e in tante province e città abbiamo fatto accordi elettorali davanti ai cittadini e abbiamo tutti il dovere di rispettarli. Le indagini non riguardano la Giunta, ma consiglieri di opposizione e di maggioranza, non solo del Pdl".

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