Da nord a sud per far conoscere i danni causati dai tagli
Milano, 21 gennaio 2012 - Un presidio itinerante che faccia tappa nelle città coinvolte nella vertenza. Da nord a sud. Destinazione finale: Roma. La vertenza è quella che dall’8 dicembre vede opposti i lavoratori della Servirail, la ex Wagon Lits, e le Ferrovie dello Stato. Detto altrimenti: i lavoratori dei treni notturni che da Milano, Torino e Venezia raggiungevano il meridione e le Ferrovie, che di quei convogli hanno deciso la soppressione, mettendo a rischio 800 posti di lavoro in tutta Italia, 152 in Lombardia. Al presidio itinerante sta lavorando in questi giorni la Filt-Cgil. Dall’8 dicembre scorso, data di inizio della vertenza, tre lavoratori sono in presidio a 20 metri di altezza, sulla torre faro vicina al binario 24 della stazione Centrale di Milano. Già giovedì la Filt-Cgil ha chiesto ai tre o almeno ad uno dei tre di scendere.
Carmine, Oliviero e Giuseppe hanno promesso di rifletterci ma non sembrano intenzionati a demordere. A ieri sera non avevano ancora dato una risposta ai sindacati. La Filt-Cgil intende però portare avanti la protesta anche per altre vie, le vie - itineranti - di un tour che unisca nord e sud del Paese. Incassato l’appoggio dei rappresentanti Filt-Cgil di Puglia, Calabria e Sicilia, ora c’è da coinvolgere Cisl e Uil. I contatti sono già stati avviati. Due le certezze: il presidio itinerante partirà da Milano e si concluderà a Roma, dopo essere passato da Torino, Bari, Reggio Calabria e Messina. Date e percorsi ancora da definire. «L’idea — spiega Stefano Malorgia, della Filt-Cgil — è unire la protesta a livello nazionale e, al tempo stesso, denunciare in itinere le falle nella rete dei collegamenti ferroviari perché, proprio a causa di quelle falle, dovremo alternare treno e auto». Uno striscione seguirà lavoratori e rappresentanti sindacali lungo il tour.
Ma la speranza della Filt-Cgil è che tutti o anche uno solo dei tre lavoratori ancora sulla torre faro della stazione Centrale partecipi al presidio itinerante. Un segnale di distensione, l’eventuale abbandono della torre, anche nei confronti del governo e del ministro Corrado Passera, che nei giorni scorsi ha ammesso che il problema dei treni notturni esiste. Intanto il 25 gennaio è convocata la seconda seduta del tavolo di concertazione regionale, il tavolo che, come si ricorderà, il 30 dicembre scorso varò la proposta di ricollocamento per i 152 lavoratori lombardi. «Peccato — dicono i lavoratori — che nessuno di noi sia ancora stato chiamato per i colloqui».
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di Giambattista Anastasio