Il presidente del Consiglio regionale della Lombardia non ci sarà il 18 gennaio. La Lega Nord, il suo partito, è l'unica che non ha criticato la sua decisione
Milano, 13 gennaio 2011 - Solo la Lega Nord, il partito del presidente del Consiglio regionale della Lombardia Davide Boni, non ha criticato la sua decisione di disertare la cerimonia con cui, il prossimo 18 gennaio, il Comune di Milano conferirà la cittadinanza onoraria a Roberto Saviano. Il resto del Consiglio - con sfumature diverse - non si è associato a Boni.
"Non ho granchè da dire, anch’io non sopporto Saviano, quindi...", ha risposto Stefano Galli, capogruppo del Carroccio al Pirellone, che ha però fatto capire che è un’iniziativa del presidente e non del partito. Cauto il Pdl: "La decisione della cittadinanza onoraria è del sindaco di Milano e come cortesia istituzionale va rispettata - ha osservato il capogruppo Paolo Valentini -. Ben venga chiunque combatte le mafie, anche se certo non c’e’ solo Saviano". La vicepresidente democratica, Sara Valmaggi, è stata più netta e si è subito dissociata dall’annuncio di Boni. "L’Ufficio di presidenza - ha assicurato - non è stato informato della sua presa di posizione. Credo che per Milano debba essere motivo d’orgoglio avere Saviano fra i suoi cittadini".
Il capogruppo Pd, Luca Gaffuri, chiede di trovare una soluzione perchè "è sbagliato che alla cerimonia il Consiglio regionale non sia rappresentato". Giulio Cavalli, consigliere di Sel che vive sotto scorta per il suo impegno in teatro contro la criminalità, dice che "il miglior regalo per Milano e Saviano è di non cadere in trappola rispondendo alla provocazione: discutere la rappresentativita’ di chi si batte per la legalità dimostra miopia’’. Per Gabriele Sola, Idv, "disertando la cerimonia per Saviano, la Lega non riconosce nemmeno la gravità di un problema, come quello delle infiltrazioni della criminalita’ organizzata, che affligge anche il Nord’’. Di un ‘’volgare sgarbo istituzionale nella forma e nella sostanza’’ ha parlato Enrico Marcora, consigliere regionale dell’Udc, secondo cui certe posizioni sono ‘’inconciliabili con il ruolo di presidente del Consiglio regionale’’.
DAVIDE BONI - Roberto Saviano ''non rappresenta in alcun modo la citta' di Milano'' e conferirgli la cittadinanza onoraria è ''un'iniziativa prettamente demagogica e chiaramente politica'': con queste parole, in una lettera inviata al sindaco Giuliano Pisapia, il presidente leghista del Consiglio regionale della Lombardia, Davide Boni, ha declinato l'invito a partecipare alla cerimonia di consegna della cittadinanza onoraria di Milano all'autore di 'Gomorra', prevista per il 18 gennaio. ''La mia assenza - si legge in una copia della missiva inviata oggi e diffusa da Boni - non sara' legata a motivi istituzionali ma al mio totale disaccordo per la consegna di un tale prestigioso riconoscimento cittadino a una persona che, a mio avviso, non rappresenta in nessun modo la citta' di Milano''. ''Da milanese ritengo infatti - prosegue il presidente del Consiglio regionale - che ci siano altre persone che hanno reso grande il nostro capoluogo e che meriterebbero una tale onorificenza e non una persona che non ha contribuito a consolidare il ruolo di Milano in Italia e nel mondo''.