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San Raffaele, resta solo Rotelli

Malacalza e Rocca verso l'alleanza

Giovedì scade il termine per presentare altre offerte. Il gruppo di Rozzano pensa a un ingresso posticipato al fianco dell'imprendiotre

OSPEDALE SAN RAFFAELE
OSPEDALE SAN RAFFAELE
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Milano, 4 gennaio 2011 - Ormai mancano solo ventiquattro ore alla deadline dell’asta San Raffaele. E nello studio del notaio Enrico Chiodi Daelli non sono arrivate offerte alternative a quella presentata il 31 dicembre scorso dall’imprenditore della sanità Giuseppe Rotelli. A meno di sorprese, dovrebbe quindi essere il gruppo San Donato a sfidare la cordata Ior-Malacalza nella corsa al colosso oberato da un mega passivo patrimoniale di 1,5 miliardi di euro, che martedì ha reso l’ultimo saluto al suo fondatore, don Luigi Maria Verzé.

 In questi giorni, l’offerta da 305 milioni (più l’accollo di passività per altri 500) è stata analizzata nei dettagli dai legali del Monte Tabor, cui è deputato il compito di verificare l’aderenza del dossier Rotelli (quarantasette pagine più allegati) alle condizioni imposte dalla procedura di concordato preventivo, varata dal Tribunale fallimentare a fine ottobre. A una prima analisi, sembra che la proposta sia compatibile con i paletti fissati dal regolamento «per l’offerta migliorativa»: probabilmente, già oggi il board della struttura assistenziale prenderà una posizione ufficiale; il prossimo Cda resta in calendario per il 10 gennaio.

È improbabile, ma non ancora da escludere, che domattina si palesi qualche outsider (si è parlato di Alessandro Proto Consulting e della Fondazione Marcus Vitruvius) pronto a mettere sul piatto più di ottocento milioni di euro (senza aver mai visionato i documenti). In teoria, l’unico con le carte in regola (i suoi consulenti hanno studiato a fondo i faldoni della Fondazione) è Gianfelice Rocca, numero uno dell’Humanitas; non bisogna dimenticare che il board della società (la prima ad avanzare una manifestazione d’interesse per il San Raffaele) ha già incassato dall’assemblea degli azionisti il via libera a un aumento di capitale per dare l’assalto alla struttura assistenziale.

Tuttavia, pare proprio che la famiglia Rocca abbia momentaneamente abbandonato l’idea (ieri nessuna novità sul fronte Rozzano) di comprare il centro di via Olgettina. In vista di un ingresso posticipato, al fianco di Vittorio Malacalza. Ovviamente, tutto è legato all’esito dell’asta: qualora la spuntasse Rotelli, qualsiasi ipotesi di alleanza sarebbe da accantonare. Una volta scaduto il termine del 5 gennaio, torneranno in gioco proprio lo Ior e l’industriale ligure (entrambi nel Cda della Fondazione): le regole del gioco riservano agli acquirenti della prima ora la possibilità di pareggiare l’offerta più elevata, esercitando così il diritto di prelazione. Diritto di cui i due investitori si avvarranno sicuramente.

nicola.palma@ilgiorno.net 

 

di Nicola Palma

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