Se i soldi non arrivavano, agivano sfasciando a martellate il negozio del connazionale di turno, come è successo a un parrucchiere nella zona di via Paolo Sarpi
Milano, 3 gennaio 2011 - Chiedevano il pizzo ai negozianti di Chinatown. Nel mirino della gang finivano principalemte parrucchieri e gestori di centri massaggi. Ma le scorribande dei tre giovani cinesi sono finite: sono stati fermati per tentata estorsione. Il terzetto farebbe parte del nuovo gruppo criminale dominante a Milano capeggiato secondo gli inquirenti da Hu Xiaoliang, 30enne detto Lao Tou arrestato con i tre connazionali a Nova Milanese.
I fermi e l’arresto sono stati eseguiti dal Nucleo investigativo dei carabinieri, che hanno raccolto la denuncia di una delle presunte vittime. I fermi sono poi stati convalidati dal giudice per le indagini preliminari Stefania Donadeo, che ha disposto il carcere per tutti e tre gli indagati. Si tratta di Leijing Zhou detto Leijing, 20 anni; Jianlong Zhou detto a Bin, 19; e Yang Zhao detto Huang Mao, 21.
In base a quanto ricostruito dal pubblico ministero Luigi Luzi, dallo scorso settembre minacciavano i connazionali, entrando nei negozi in gruppo, disarmati, ma mostrandosi subito molto intimidatori. Chiedevano tra i 200 e i 300 euro al mese: a chi si rifiutava di pagare, la prima volta imponevano la consegna della cosiddetta “busta rossa” contenente 580 euro. E se i soldi non arrivavano, agivano sfasciando a martellate il negozio del connazionale di turno, come è successo a un parrucchiere nella zona di via Paolo Sarpi. I loro fermi si inseriscono in una serie di operazioni analoghe in corso da tempo da parte dei carabinieri. Lao Tou, invece, era latitante dal 2003.