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Effetto referendum, il Pd incalza Pisapia

"Vogliamo una risposta sui 5 quesiti ambientalisti"

Marco Cappato, dei Radicali, è in sciopero del voto da un mese: "Se Pisapia non darà presto un segnale su questo punto, da gennaio non garantirò più il numero legale in Consiglio comunale"

Il sindaco Giuliano Pisapia (Foto Omnimilano)
Il sindaco Giuliano Pisapia (Foto Omnimilano)

Milano, 27 dicembre 2011 - Si riapre il caso referendum. Il Partito democratico invita la Giunta Pisapia a recepire i cinque quesiti ambientalisti votati dai milanesi lo scorso 12 e 13 giugno. La capogruppo democratica Carmela Rozza è netta: «La Giunta comunale deve chiarire qual è la sua posizione sui cinque referendum e spiegare ai milanesi quali tra i progetti contenuti nei quesiti possono essere realizzati e quali no, in quali tempi e con quali risorse». Il Pd incalza il sindaco Giuliano Pisapia. Sì, perché l’esecutivo di Palazzo Marino avrebbe dovuto pronunciarsi sui referendum entro il 1° ottobre, ma non l’ha fatto.

Tempo scaduto. E così i democratici scendono in campo e sostengono le iniziative di Marco Cappato, tra i promotori dei quesiti ambientalisti. Il consigliere comunale dei Radicali è in sciopero del voto da un mese proprio per il mancato pronunciamento della Giunta sui referendum. Non solo. Cappato ora annuncia che «se Pisapia non darà presto un segnale su questo punto, da gennaio non garantirò più il numero legale in Consiglio comunale per la maggioranza di centrosinistra». Tanto per intenderci: niente salvataggi in extremis per il centrosinistra in aula, come avvenuto la scorsa settimana, quando il voto di Cappato è stato decisivo per approvare la delibera sulla Cosap.

Gli affondi della Rozza e di Cappato arrivano non a caso a pochi giorni dalla raccolta di firme lanciata dal Popolo della Libertà per indire un referendum cittadino volto ad abrogare l’Area C, la congestion charge da cinque euro al giorno per entrare nella Cerchia dei Bastioni al via il prossimo 16 gennaio. Il primo di cinque quesiti dello scorso giugno, infatti, chiedeva «l’estensione a tutti gli autoveicoli e l’allargamento progressivo fino alla cerchia ferroviaria del sistema di accesso a pagamento», mentre gli altri quattro referendum chiedevano il raddoppio del verde pubblico e la riduzione del consumo di suolo, la realizzazione di un parco nell’area Expo, la diminuzione delle emissioni di gas serra e la riapertura del sistema dei Navigli. A questo proposito, Cappato osserva: «Chiedo al sindaco la realizzazione di tutto il pacchetto ambientalista referendario proprio per difendere l’Area C dagli attacchi demagogici del centrodestra». Il capogruppo Pdl in Comune Carlo Masseroli, intanto, osserva: «Sui referendum la Giunta Pisapia finora non ha fatto niente. Ha ragione Cappato».

di Massimiliano Mingoia

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