Trattative frenetiche fino a tarda sera per le nomine. Riunione alle 9,30 per ufficializzare il nuovo scenario
Milano, 23 dicembre 2011 - Solito valzer di poltrone per le nomine della Sanità lombarda. Valzer un po’ ridotto stavolta, anche se sui pochi posti disponibili al ricambio c’è stato braccio di ferro fino all’ultimo.
Sul tavolo della contrattazione le poltrone dei membri del cda, dei presidenti e gli incarichi di direttore generale dei quattro Irccs: il Policlinico San Matteo di Pavia, e tre grandi e importantissime realtà milanesi, l’Istituto Nazionale Tumori (Int), il neurologico Besta e il Policlinico.
Oggi l’ufficializzazione nel corso della giunta convocata a Palazzo Lombardia per le nove e mezza. Doveva risolversi tutto ieri, ma la Lega Nord rivendicava la direzione generale del San Matteo, mentre il presidente Roberto Formigoni insisteva per mantenere le direzioni generali in ambito pidiellino anche alla luce degli accordi dell’anno scorso, che avevano visto parecchi nomi leghisti nei posti d’oro delle Asl. Anche se dopo accesissime discussioni, la quadra alla fine è stata trovata su tutto. Ma l’accordo è arrivato dopo una lunga e delicata trattativa.
Quando si era a un passo dalla rottura, è stato trovato l’equilibrio che ha consentito al Carroccio di rinunciare alla direzione generale del San Matteo ottenendo però l’ingresso di due consiglieri nel cda, nell’ottica di controllo della struttura dell’ospedale. La poltrona resta quindi al Pdl, ma l’attuale direttore generale Pietro Caltagirone viene sostituito da Germano Pellegatta direttore dell’Asl di Melegnano, un nome più tecnico e meno politico. Confermato il presidente Alessandro Moneta. Caltagirone andrà o a Melegnano oppure a Vimercate. Altre variazioni più importanti al neurologico Besta, che perde il presidente Carlo Borsani e il direttore generale Giuseppe De Leo. Borsani viene sostituito da Alberto Guglielmo, già presidente del San Matteo di Pavia prima di Moneta, oggi nel cda dell’Int. All’Int Fondazione Irccs di via Venezian va invece De Leo, che sarà sostituito al Besta da Pierluigi Zeli, ora direttore generale dell’Asl di Varese.
De Leo prende il posto del presidente dell’Istituto Nazionale Tumori Antonio Colombo, mentre viene confermato il direttore generale Gerolamo Corno. Tutto invariato al Policlinico di Milano invece, dove restano il presidente Giancarlo Cesana e il direttore generale Luigi Macchi. Per quel che riguarda i componenti del cda, saranno cinque i nomi scelti dalla Lega Nord, mentre sul resto pesa l’ultima parola del Pdl. Nel giro di nomine ottiene un buon risultato la Lega Nord, che già esercitava ampio controllo sull’Asl di Pavia, e ora registra lo spostamento di Caltagirone e l’ingresso di due suoi uomini nel cda dell’ospedale pavese.
Complessivamente il Carroccio ottiene cinque poltrone nei cda: due a Pavia, 2 al neurologico Besta, una al Policlinico e una all’Int. Trattative condotte in maniera serrata anche fuori sede. Ieri infatti l’assessore alla Sanità del Carroccio Luciano Bresciani era a Trento e Bolzano dove, alla presenza del suo leader Umberto Bossi, ha firmato due protocolli d’intesa per la nascita di una macroregione europea in materia di sanità. La fondazione dell’Europa delle regioni sanitarie prelude, nel disegno leghista, alla nascita di una macroarea padano-alpina percorsa dal Corridoio 5. E a un Nord sempre più sganciato dalle zavorre meridionali.
di Rossella Minotti