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Metalmeccanici, presidio al Pirellone

Contestato Renzo Bossi - GUARDA LE FOTO

Presenti i lavoratori delle aziende lombarde in crisi per chiedere alla Regione di "dare delle risposte urgenti ai tanti cittadini - lavoratori". Una delegazione è stata ricevuta in aula del Consiglio regionale

Presidio metalmeccanici al Pirellone
Presidio metalmeccanici al Pirellone

Milano, 18 ottobre 2011 - Questa mattina, presidio dei sindacati metalmeccanici Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil davanti al Pirellone. Presenti i lavoratori delle aziende lombarde in crisi per chiedere alla Regione di "dare delle risposte urgenti ai tanti cittadini - lavoratori Lombardi che in questi giorni non hanno più vere prospettive per il loro futuro. Per mantenere sul territorio lombardo le multinazionali e le grandi imprese, serve un vero piano di sviluppo industriale. Ai lavoratori non resta più nulla da sacrificare".

 

CONTESTATO RENZO BOSSI - Alcuni manifestanti hanno tentato di impedire l'accesso all'edificio ai consiglieri, prendendo particolarmente di mira Renzo Bossi, figlio del 'Senatur', che come altri colleghi ha dovuto accedere al grattacielo da un ingresso secondario, tra le urla e gli insulti. Il presidio ha poi messo in allarme gli addetti alla sicurezza della Regione Lombardia che, per timore di possibili irruzioni, è arrivata a chiudere per alcuni minuti tutti gli ingressi. La protesta ha bloccato la via e ha causato la deviazione di alcune linee di tram, in particolare il numero 9, che percorre la circonvallazione ed è stato mandato in via Vitruvio e via Settembrini per proseguire poi verso Porta Genova.

 

ANNUNCIATO SCIOPERO - La Fiom, nel frattempo,  ha annunciato per il 4 novembre uno sciopero regionale di 8 ore. "E' da diversi anni che il sindacato dei metalmeccanici non proclama uno sciopero regionale in Lombardia - ha detto Mirco Rota, segretario generale Fiom Cgil Lombardia -. La situazione è grave. Il ricorso agli armonizzatori sociali è una misura temporanea che tra poco finirà e a quel punto che cosa accadrà? Senza interventi a sostegno dello sviluppo e delle imprese da parte della Regione, che sembra sorda rispetto alle nostre richieste, la situazione è destinata a precipitare". Oltre allo sciopero è in programma la manifestazione regionale con partenza alle 9.30 da Piazza San Babila e arrivo davanti al Pirellone.

 

METALMECCANICI RICEVUTI IN AULA - L'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale della Lombardia ha ricevuto una delegazione dei lavoratori che stamani hanno manifestato con durezza davanti al Pirellone, tanto da costringere i consiglieri, alcuni dei quali contestati direttamente come Renzo Bossi, a entrare in aula da un'entrata laterale. "Abbiamo ascoltato - ha commentato  il presidente dell'assemblea, il leghista Davide Boni - le preoccupazioni dei lavoratori del comparto metalmeccanico, high tech e dell'elettronica, convenendo sull'opportunità di approvare oggi una mozione che impegna la Giunta a riferire in Aula martedì prossimo sulla situazione e sulle iniziative in atto e da prendere per affrontare crisi aziendali e problemi occupazionali".

Per il consigliere segretario Carlo Spreafico, che ha seguito ha seguito i rapporti con i manifestanti per conto dell'Ufficio di presidenza, "siamo di fronte a una progressiva esasperazione degli animi dovuta a crescenti difficoltà della situazione economica, con casi che diventano anche duri da sopportare. Il Consiglio regionale, comunque, vuole essere vicino ai lavoratori e per questo comincia oggi approvando una mozione urgente che fissa tempi rapidi per una discussione sulla crisi industriale che affligge la Lombardia e per chiedere l'apertura di un tavolo sulle strategie industriali in Lombardia che coinvolga anche governo nazionale e parti sociali".

 

SETTORE METALMECCANICO - In Lombardia, nel settore metalmeccanico, che è uno dei comparti trainanti dell'economia, i cassintegrati sono 70mila, secondo i dati diffusi dalla Fiom. Il sindacato ha sottolienato: "Se si analizza il numero delle ore di cassa integrazione di settembre, è come se in Lombardia nel settore metalmeccanico fossero completamente senza lavoro quasi 40mila tra operai e impiegati, un dato altissimo e preoccupante". "Lo sciopero del 4 novembre è necessario perché Formigoni e la sua Giunta non stanno facendo nulla per la crisi e per chi sta perdendo il posto di lavoro -  ha detto Rota. - Il Governo non mette a disposizione risorse ma addirittura interviene nuovamente sulle pensioni e cancella i contratti collettivi nazionali. La Regione Lombardia deve smetterla con la politica degli annunci e dei proclami che si traducono in nulla".

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