Milano / Bergamo / Brescia / Como / Cremona / Lecco / Legnano / Lodi / Monza Brianza / Mantova / Pavia / Martesana / Rho / Sesto / Sud-Milano / Sondrio / Varese

Atm, Catania non molla: "Posso restare"

Si va verso la proroga dell'incarico da dg

Il manager: sono aperte tutte le opzioni. Il Comune potrebbe confermarlo fino a fine anno. Palazzo Marino vuole evitare un licenziamento oneroso. E tu cosa ne pensi?

Elio Catania
Elio Catania

Milano, 7 ottobre 2011 - Per la prima volta dal 29 luglio scorso, giorno in cui il sindaco Giuliano Pisapia lo sollevò dalla presidenza di Atm, Elio Catania esce allo scoperto: «Sono aperte tutte le opzioni, i contatti con il Comune sono costanti e frequenti». Licenziato da presidente del Consiglio d’amministrazione, Catania è ancora direttore generale dell’Azienda di trasporto. Carica, questa, non fiduciaria. Carica che il primo cittadino non ha potere di revocare. Carica che Catania non ha intenzione di lasciare.

Formalmente sarà il nuovo board - il 13 ottobre l’insediamento su nomina dell’assemblea dei soci - a decidere le sorti del direttore generale. Formalmente, appunto. La trattativa tra Palazzo Marino e Catania si concluderà a giorni. Si va verso un’uscita morbida. «Non traumatica» dicono da Palazzo Marino. E posticipata rispetto alla scadenza di metà ottobre. Catania potrebbe quindi avere una proroga, restare direttore generale dell’Azienda di trasporto ancora per qualche mese, fino a fine 2011. Ecco perché.

Palazzo Marino ad oggi sembra non avere certezze sull’onerosità del licenziamento del direttore generale. Catania percepiva una retribuzione di 486 mila euro annui, compresi 120 mila euro di bonus, per il doppio incarico di presidente (76.600 euro lordi) e di direttore generale (290 mila euro lordi) dell’Azienda di Trasporto. E può contare ancora su due anni di contratto. Come detto, l’incarico di direttore generale non rientra tra gli incarichi fiduciari, quindi tra gli incarichi che il sindaco può revocare senza nulla pagare. Anzi, quanto alla figura del direttore generale, i pareri legali chiesti in questi mesi da Palazzo Marino divergono.

Secondo alcuni pareri, il Comune può «revocare» a Catania questo incarico contendendo l’esborso. Secondo altri, invece, tra emolumenti e clausole previste dal contratto, liquidazione ed eventuali penali, il conto per Palazzo Marino potrebbe essere salato. La Giunta si trova stretta tra la necessità di dar seguito al rinnovamento di Atm e la necessità di evitare salassi. Il Bilancio del Comune infatti è traballante e al di là delle inevitabili attacchi dell’opposizione, anche all’interno della stessa maggioranza c’è chi è pronto a dar battaglia ad ogni soluzione della controversia che si riveli troppo onerosa per le casse di Palazzo Marino.

«Tutte le opzioni sono aperte», dice, quindi, il supermanager Atm. Quali? La via è quella dell’accordo «tra gentiluomini». E su questa via sembra esserci una sola certezza: Catania non sarà sollevato subito dalla carica di direttore generale, non a metà ottobre. Porterà avanti i piani previsti per Atm almeno fino a fine anno, facendo da ponte col nuovo Consiglio d’amministrazione. Un modo, questo, per riconoscergli «l’onore delle armi», per riconoscere a Catania quanto fatto in Atm. Per sanare la ferita apertasi con quelle accuse di «sprechi e privilegi». Una proroga dettata - infine - dalla necessità di Palazzo Marino di ridurre l’esborso. Intanto prende quota l’ipotesi che il nuovo presidente di Atm sia una donna. Di sicuro le quote rosa saranno fatte rispettare anche nel cda dell’Azienda di trasporto.

di Giambattista Anastasio

Pubblicità locale
Trova aziende e professionisti
Powered by ProntoImprese

  • Notizie Locali
  • il Resto del Carlino:
  • La Nazione
  • Il Giorno
  • Blog
Copyright © 2012 MONRIF NET S.r.l. - Dati societari - P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Powered by