Nuovo PalaLido, nonostante i proclami i lavori non sono mai cominciati

Ad aprile la promessa: 200 giorni e tutto sarà pronto. E ora il Comune: dobbiamo pensarci sopra. Cosa ne pensi? Commenta

I lavori al PalaLido
I lavori al PalaLido

Milano, 24 agosto 2011 - L’annuncio era stato dato, in pompa magna, lo scorso 12 aprile, quando Mirko Paletti, presidente di Milano Sport, aveva dichiarato: «Il nuovo Palalido sarà pronto entro la fine dell’anno, 200 giorni di lavori dalla pubblicazione del bando di fine aprile». Invece, di giorni, ne sono già passati 130 e nulla è stato fatto, se non la simbolica picconata di due icone del basket italiano, Dino Meneghin e Sandro Gamba, alle poltroncine della prima fila. Il vecchio Palalido, futuro PalaArmani dal nome del nuovo sponsor, è ancora in piedi e Palazzo Marino, dopo il cambio della guardia fra Letizia Moratti e Giuliano Pisapia, usa toni prudenti, senza sbilanciarsi in un altro cronoprogramma.

Cos'è successo a quella che l’ex assessore allo Sport, Alan Rizzi, aveva definito come «la casa dell’Olimpia»? Non lo sappiamo. Il presidente di Milano Sport, interpellato a riguardo, non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Eppure era stato proprio Paletti a parlare in termini trionfalistici di un’opera che sarebbe stata completata in otto mesi, garantendo: «l’Armani Jeans terminerà sicuramente qui la prossima stagione». Non sarà così. Ed è singolare che il numero uno della società comunale che gestisce gli impianti sportivi non voglia spiegare le ragioni del ritardo.

È un mistero, il caso del Palalido. Neppure l’ex assessore Rizzi, grande promotore del restyling, del nuovo brand Armani e di una struttura che, parole sue, avrebbe ospitato «altri sport, manifestazioni, convention e concerti», vuole spiegare cos’è successo dopo quel 12 aprile, dopo quell’annuncio che gli avversari politici dell’allora giunta di centrodestra avevano definito «la solita boutade da campagna elettorale». Alla luce dei fatti avevano ragione. Tanto che il nuovo assessore allo Sport, Chiara Bisconti, parla di «momento di riflessione e di studio delle carte, per capire cos’è successo e per capire, soprattutto, quando i lavori potranno partire e terminare». Segno che qualcosa, nei piani di Paletti e Rizzi, non ha funzionato.

 

Il progetto del nuovo PalaArmani, in ogni caso, non cambierà, fatto salvo per le tribune che saranno più capienti. Obiettivo: passare dai previsti 5.420 posti a sedere a circa 6.000. E che saranno amovibili, allo scopo di ampliare il parterre per le competizioni internazionali. Per quanto riguarda i costi, 425 mila euro per l’abbattimento della vecchia struttura, mentre per qualla nuova, che sarà intitolata al cestista Cesare Rubini, serviranno 7,5 milioni di euro, 5,5 a carico del Comune e altri 2 finanziati dalla società di basket. L’impianto, che sarà dotato di un secondo anello e di una nuova copertura, avrà una superficie di 4.950 metri quadrati e un campo da gioco di dimensioni variabili: da 26,50 metri per 40 a 20,50 per 40. Forse non saranno sufficienti per ospitare una finale dell’Eurolega. Era stato lo stesso presidente Paletti a definirlo «un po’ piccolo», pur non continuando a coltivare la speranza grazie all’ipotesi di una sinergia con il Forum di Assago.

Sogni, progetti, parole. La realtà ha un volto diverso. In piazza Carlo Stuparich il vecchio Palalido è ancora lì, vetusto e maestoso. Nessuno lo ha ancora abbattuto. E nessuno, in questa fase, sa dire con certezza quando ciò avverrà. Un bel pasticcio, quello ereditato dalla giunta Pisapia che, nei prossimi mesi, dovrà comunque elaborare un nuovo cronoprogramma, confermando pure l’ingente investimento economico.

di Ersilio Mattioni

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