Cadorna, generale della disfatta "Via dalla piazza" "No, deve restare"

La città di Udine e la Liguria rimuovono le targhe. I milanesi invece si dividono. Tu cosa ne pensi? Invia un commento

Ago e  Filo in piazzale Cadorna
Ago e Filo in piazzale Cadorna

Milano, 20 luglio 2011 - Cacciate il generale Luigi Cadorna. A 94 anni dalla disfatta di Caporetto, nella Grande Guerra, parte la battaglia per strappare dal petto del generale che guidava l’esercito nei giorni della rotta la medaglia d’onore delle centinaia di vie e di piazze che l’Italia gli ha dedicato. Ad Udine, il comandante del Regio Esercito dal 1915 al 1917, perderà la sua piazza. Lo ha deciso la commissione toponomastica del Comune, che ha proposto di cambiare la denominazione di piazzale Cadorna con quella di piazzale dell’Unità d’Italia.
 

Le motivazioni sono state suggerite dallo scrittore Ferdinando Camon che, penna alla mano, ha inviato ai Comuni i suoi interrogativi legati alla figura storica del generale Luigi Cadorna: «Gli ordini che egli impartì alle sue truppe, furono dettati dal buon senso?». E ancora: «I molti che, obbedendo ai suoi ordini, andarono a morire, trovato il coraggio della disubbidienza e della salvezza, oggi andrebbero mai a fare una sosta nei monumenti che lo inneggiano come eroe». Stessa linea anche in Liguria, dove Giacomo Romiti, commercialista di Rapallo ha scritto a decine di città, da La Spezia a ventimiglia, per chiedere la stessa cosa.

Così come ad Udine, anche a Milano c’è una piazza dedicata al gran generale figlio del conte Raffaele Cadorna (veterano della battaglia di San Martino e in seguito comandante della spedizione che nel 1870 portò all’annessione di Roma al Regno d’Italia). Se anche il Comune del capoluogo lombardo, si unisse alla decisione di Udine, come la prenderebbero i milanesi? «Non ritengo giusto – dice Anna Molli, mentre sorseggia il suo caffè durante la pausa pranzo - un cambiamento del genere perché, se si dovesse applicare il principio per cui, avendo causato delle morti, non merita l’intitolazione, allora dovremmo cancellare la maggior parte delle vie presenti in città».

Dello stesso parere è anche l’impiegata Anna Cardella: «Milano non deve accodarsi alle decisioni prese altrove. Se in tutta Italia hanno intitolato vie e piazze al generale Cadorna, di certo non erano impazziti. C’è dietro una valida riflessione storica che, a parer mio, va rispettata». A pensarla così è anche lo studente e odontotecnico Edoardo Lato: «Se si stesse parlando di Hitler che, obiettivamente, causò innumerevoli morti, allora sarei d’accordo alla cancellazione. Ma, trattandosi di Cadorna, non ne vedo il motivo in quanto era animato da una giusta causa». Cadorna, quindi, almeno a Milano, potrà probabilmente conservare la sua piazza, la sua stazione delle Ferrovie Nord e la sua stazione di metropolitana.

di Simona Camarda

Pubblicità locale
Trova aziende e professionisti
Powered by ProntoImprese

  • Notizie Locali
  • il Resto del Carlino:
  • La Nazione
  • Il Giorno
  • Blog
Copyright © 2012 MONRIF NET S.r.l. - Dati societari - P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Powered by