Formigoni: "Tra un mese lanciamo le gare d’appalto". Da Parigi insistono: lavori al via entro ottobre
Milano, 16 giugno 2011 - Più chiaro di così: "Tutti si sono soffermati su questa sorta di cartellino giallo, ma la notizia più importante è che abbiamo evitato il cartellino rosso: se non avessimo portato la testimonianza scritta firmata e controfirmata della cessione delle aree alla Newco, il Bie ci avrebbe espulso dall’Expo". Parola del governatore Roberto Formigoni, il giorno dopo il viaggio a Parigi. Insomma, altro che ritardi sui tempi e incertezze sull’orto globale.
Senza il via libera in extremis dei proprietari privati, gli immobiliaristi Cabassi, alla cessione dei terreni alla società Arexpo, il Bureau International des Expositions avrebbe preso provvedimenti molto seri. Del resto, il presidente del comitato esecutivo del Bie, Steen Christensen, è stato sin troppo esplicito: "Consideriamo indispensabile lanciare le gare a luglio - ha detto all’assemblea dell’altro giorno al palazzo dell’Ocse - e iniziare i lavori al più tardi entro ottobre». Di alternative non ce ne sono: «In caso contrario, non sarà possibile arrivare all’Expo in tempo. E ne trarremo le conseguenze". Non meglio specificate, che vanno dal pagamento di ingenti penali all’annullamento della kermesse del 2015. D’altro canto, non è la prima volta che Christensen bacchetta la gestione del pre-Expo.
Già a ottobre 2010, infatti, quando sembrava che dovesse prevalere la soluzione del comodato d’uso gratuito - caldeggiata dall’allora sindaco Moratti e dal presidente della Provincia, Guido Podestà - per l’acquisizione delle aree, il dirigente danese aggiunse una postilla alla registrazione di Expo 2015: «Ho cercato di essere il più collaborativo possibile». Due giorni fa, il nuovo ultimatum. Condito dalle parole del segretario generale Vicente Loscertales, che ha preannunciato una visita a Milano «per fare chiarezza: in questi anni si è fatta troppa confusione». Alcuni hanno attribuito la preoccupazione del Bie alle recenti dichiarazioni del neoassessore Stefano Boeri - l’architetto che ha curato il masterplan del sito espositivo - che ha posto l’attenzione sulle modifiche al progetto originario, riportando all’ordine del giorno la questione dell’orto globale.
"Un concetto di due anni fa", la replica indiretta di Loscertales. «Andiamo avanti, su questo non c’è dubbio», ha voluto rassicurare il sindaco Giuliano Pisapia. Come? Innanzitutto, con il lancio delle gare d’appalto (valore complessivo di 400 milioni di euro) per ripulire i terreni dalle interferenze, cioè un torrente, una sottostazione elettrica e una strada; quindi, l’inizio dei lavori a ottobre. Poi, toccherà alle infrastrutture di base (250 milioni), ai manufatti e ai padiglioni. "Stiamo correndo da diversi anni - la conclusione di Roberto Formigoni - e continueremo a farlo. La nostra corsa non è vana: finora abbiamo sempre tagliato tutti i traguardi in base ai tempi che ci eravamo dati".
di Nicola Palma