La Commemorazione
"Milano non dimentica,
vicina ai magistrati uccisi"
In tribunale a Milano è stato celebrato il Giorno della Memoria. Sulla facciata i volti dei magistrati Guido Galli ed Emilio Alessandrini e l'avvocato Umberto Ambrosoli. Bruti Liberati ha invitato tutti a un minuto di silenzio

Milano, 9 maggio 2011 - Oggi pomeriggio, all'interno del tribunale di Milano, in occasione del Giorno della Memoria per le vittime del terrorismo, si è tenuta una commemorazione per ricordare i magistrati Guido Galli ed Emilio Alessandrini e l'avvocato Umberto Ambrosoli. Questa mattina, tre loro maxifoto sono apparse sulla facciata del palazzo di giustizia. Una cerimonia che arriva dopo le polemiche causate dall'affissione dei manifesti "Via le BR dalle Procure" commissionata da Roberto Lassini, candidato al Consiglio comunale con il Pdl per le elezioni del 15 e 16 maggio.
Emilio Alessandrini fu assassinato il 29 gennaio 1979 dall'organizzazione terroristica Prima Linea, la stessa che avrebbe ucciso Guido Galli il 19 marzo 1980. In mezzo l'omicidio di Giorgio Ambrosoli, l'11 luglio 1979, da parte di un sicario ingaggiato dal bancario Michele Sindona. Tre vittime della propria onestà, tre persone che hanno pagato per aver compiuto il loro dovere senza cedere alle pressioni di chi voleva impedirlo.
ROBERTO FORMIGONI - "Il ricordo dei servitori dello Stato vittime del terrorismo ci sprona a reagire contro tutte le organizzazioni criminali che minano la sicurezza della nazione e ci invita a riflettere sul significato profondo del sacrificio di tanti e su come questo possa rivelarsi uno straordinario strumento di riscatto per l’intera nostra comunità. E’ un riscatto che si concretizza innanzitutto in un abbraccio totale verso quei valori, come il rispetto della legalita’ e del prossimo, che sono il fondamento della nostra civiltà". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, intervenendo alla commemorazione e unendosi “al messaggio del presidente Napolitano, che ha voluto dedicare questa giornata ai 10 magistrati che sono caduti per mano delle Brigate Rosse e di altre formazioni terroristiche”.
In particolare Regione Lombardia, ha detto il presidente, è vicina ai magistrati vittime del terrorismo “caduti, per difendere la legalità democratica, per mano delle Brigate Rosse e di altre formazioni terroristiche. Il mio pensiero è rivolto in particolare ai due magistrati uccisi a Milano da Prima Linea, Guido Galli ed Emilio Alessandrini, a cui è dedicata la stele presente nel tribunale. Il loro ricordo si unisce certamente a quello di Giorgio Ambrosoli". Grazie a questa Giornata è possibile "ricordare il grande ruolo che i servitori dell’Italia svolgono quotidianamente sul nostro territorio e in tutto il nostro Paese, un compito delicato e fondamentale per il quale molti hanno versato un tributo di sangue che non deve mai essere dimenticato".
Lo sforzo comune deve essere quello di promuovere una cultura della legalità, "trasmettendo l’idea che la legalita’ e’ un quadro di riferimento che permette di vivere liberi e di servire le esigenze delle persone, senza calpestare mai i diritti delle altre persone". La tensione al bene comune, la positivita’ della convivenza “non nascono da alcune regole imposte dall’alto: viceversa le regole sono espressione di una cultura ampiamente riconosciuta e fatta nostra, frutto di lunghe battaglie e di faticosi processi storici”.
BRUTI LIBERATI - Il capo della procura di Milano ha detto: "Rinnoviamo il ricordo dei magistrati e delle altre vittime del terrorismo meritando la fiducia dei cittadini". Poi, ha definito "Alessandrini e Galli eroi civili. Hanno pagato con la vita la loro dedizione al dovere, sono stati due di noi, magistrati di Milano, come noi sono entrati mille volte in questo palazzo, hanno letto i motti latini sulle facciate e la scritta che campeggia in tutte le aule di udienza: ‘la legge è uguale per tutti’". E ricordando che sono stati magistrati soggetti ‘’soltanto’’ alla legge e alla ‘’suprema delle leggi, la Costituzione’’, Bruti ha voluto sottolineare che "spetta al magistrato garantire che tutti siano uguali di fronte alla legge, senza che nessuno possa avvalersi di privilegi o immunità e che esercitare la sua autorità in nome del popolo italiano ha comportato per taluno l’assunzione del rischio fino al sacrificio e per tutti quotidianamente responsabilità enorme, di cui siamo ben consapevoli".
Su invito di Bruti la manifestazione si è conclusa con un minuto di silenzio in ricordo dell vittime. Presenti anche il sindaco Letizia Moratti, il presidente della Provincia Guido Podestà, il presidente dell’ordine forense Paolo Giuggioli, il presidente del Tribunale Livia Pomodoro.
LETIZIA MORATTI - "Guido Galli, Emilio Alessandrini e Giorgio Ambrosoli sono per tutti noi un esempio di abnegazione, onestà, coraggio, testimonianza d’amore per la nostra città e il nostro paese. A tutti voi che siete loro colleghi esprimo la vicinanza e l’affetto della città di Milano". E' quanto ha detto il sindaco di Milano. Ha poi ricordato altre vittime del terrorismo, come il giornalista Walter Tobagi e il commissario Calabresi, dicendo che "Milano non dimentica: oggi come allora si oppone al terrorismo, alla violenza e all’odio nel nome della vita e della libertà". Quindi ha annunciato la costruzione di una Casa della memoria per alimentare nei giovani la cultura a una vita democratica. "Se oggi siamo qui come cittadini liberi - ha detto - è perché hanno vinto lo Stato, la democrazia, la libertà, le idee di Galli, Ambrosoli, Alessandrini".
Insomma, per Moratti “questa giornata è un’occasione per ricordare e onorare le vittime delle stragi che insanguinarono il nostro paese e colpirono con particolare violenza la nostra città. Questa giornata è dedicata a tutte le vittime terrorismo nazionale e internazionale. Viene celebrata in questa data perché il 9 maggio 1978 è stato ucciso Aldo Moro. Furono momenti drammatici per il nostro paese a cui si è reagito con un no deciso a terrorismo”. Per il sindaco il palazzo di giustizia di Milano è un “simbolo della lotta al terrorismo". E "da questo palazzo di giustizia viene un eccezionale contributo di impegno, competenza, coraggio nel contrastare le organizzazioni terroristiche".

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