Accoglienza profughi Libia:
divisi i candidati sindaci
Letizia Moratti: "Importante dare assistenza umanitaria a chi è vittima di tragedie, ma Milano è una città che ha già dato molto". Giuliano Pisapia: "La città dovrà essere pronta ad accogliere parte di queste persone, come è nel dna dei milanese"
Milano, 23 marzo 2011 - L'emergenza profughi dalla Libia e dal Nordafrica continua a farsi sentire anche in Lombardia. Divisi i candidati sindaco alle prossime elezioni comunali.
LETIZIA MORATTI - L'attuale primo cittadino di Milano ha detto: “Io credo che sia importante naturalmente dare un’assistenza umanitaria a chi è vittima di tragedie come quelle che ci sono nella sponda sud del Mediterraneo. Credo che sia importante il concetto che ha già espresso il ministro Maroni, una ripartizione, e da questo punto di vista Milano è una città che ha già dato molto. Credo che un equilibrio vada trovato, all’interno di una considerazione che tenga conto di quello che noi stiamo già facendo". Dunque, ha ribadito il sindaco "la ripartizione deve tener conto di quanto Milano sta già facendo".
GIULIANO PISAPIA - Il candidato sindaco per il centrosinistra a Milano ha detto: "Era prevedibile da tempo che avremmo dovuto affrontare il problema dei profughi libici, oggi sappiamo che alla Lombardia il ministro Maroni, in base a una stima che prevede l’arrivo in Italia di 50mila libici, ha destinato circa novemila profughi". Pisapia ha aggiunto: "Anche Milano dovrà essere pronta ad accogliere parte di queste persone in un periodo di così grande difficoltà, così come è nel dna milanese. Assicuro tutta la disponibilità e la collaborazione mia e della coalizione di centrosinistra per contribuire con idee e proposte concrete alle doverose risposte di accoglienza e di umanità a chi in questi giorni è costretto a fuggire dal proprio Paese". Infine, ha concluso: "Davanti a questi drammi uniamo tutte le forze, le energie e l’impegno delle istituzioni, della Chiesa, del volontariato, dell’associazionismo richiamando la sensibilità propria del welfare ambrosiano per trovare insieme le soluzioni migliori per i profughi e per la città".
RICCARDO DE CORATO - Il vicesindaco di Milano chiude la porta ai clandestini nordafricani che "si spacciano per rifugiati". De Corato ha fatto notare come "metà dei rifugiati politici che si trovano in Italia li ha accolti Milano. Ben 7mila negli ultimi 5 anni. Dunque anche su questo piano - ha detto - dopo l'integrazione di stranieri (212 mila, il 16,1 % dei residenti) e la presenza di clandestini (31 mila, il 64% della provincia e il 27% della Lombardia) la città ha già dato". Poi ha sottolineato che "lo status di rifugiato è una concessione che riguarda il singolo caso, da dimostrare, e non è collettiva. Pertanto spazio per clandestini egiziani, tunisini o nordafricani che si spacciano per profughi a Milano non ce n'è. In città - ha aggiunto - sono già 31 mila i clandestini, di cui 7 mila provenienti dal Nordafrica. E se, come ha affermato Maroni i 15 mila sbarcati a Lampedusa da inizio anno sono quasi totalmente clandestini non c'è bisogno di grandi piani redistributivi tra le regioni, perchè per loro la soluzione è l'espulsione, come prevede il pacchetto sicurezza varato dallo stesso Maroni che ha introdotto il reato di clandestinità.

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