HOMEPAGE > Milano > Il dramma dei bambini: la solitudine E spesso l’orco è proprio la mamma

Il dramma dei bambini:
la solitudine
E spesso l’orco
è proprio la mamma

Oltre nove mila chiamate in due anni a Telefono azzurro, a Milano è record

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tratta dai dizionari Zanichelli
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pedofilia (Ansa)
pedofilia (Ansa)

Milano, 4 marzo 2011 - Sono perlopiù  bambine, hanno dieci anni, chiamano Telefono azzuro soprattutto la domenica e il mercoledì, nelle ore pomeridiane, in genere dalle 14 alle 16, quando è più ovvio che siano in casa, magari sole, senza i genitori. L’orco è spesso la mamma e il vero dramma, la piaga maggiore è il loro totale abbandono. È la solitudine l’abuso maggiore che subiscono i bambini, che sempre più spesso sono trascurati, lasciati soli o hanno genitori assenti. Milano è la seconda città d’Italia per il numero di chiamate che arrivano e per il numero di abusi attestati dall’associazione che si occupa di bambini in difficoltà, così come la Lombardia è la prima Regione, dopo il Lazio. Tra il 2008 e il 2010 il centro di ascolto di Telefono azzurro, attraverso la linea gratuita 1.96.96 e la linea istituzionale 199.15.15.15, è intervenuto complessivamente su 9.056 nuovi casi segnalati dall’intero territorio nazionale che hanno richiesto una consulenza su problemi di disagio grave: 1.358 i casi che hanno interessato la Lombardia, mentre la provincia di Milano ha registrato tra il 2008 e il 2010, 750 casi. Le linee di ascolto sono attive 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno, è interessante osservare la distribuzione dei casi gestiti nei giorni della settimana e nelle diverse fasce orarie. Il 15,2% dei casi è arrivato sul tavolo delle psicologhe di sabato o domenica e circa 1 caso su 3 (complessivamente il 30,4%) è stato gestito nella fascia serale-notturna (dalle 18 alle 24 e dalle 24 alle 9). Complessa è l’analisi dei problemi che spingono i bambini e le ragazze a chiamare Telefono azzurro.

Sono soprattutto problemi legati a nodi psicologici. «Questa categoria - spiega Ernesto Caffo, neuropsichiatra infantile e presidente dell’associazione - include sia le difficoltà del bambino nei vari ambiti della sua vita scolastica, sentimentale, di adattamento, che manifestazioni di disagio, come solitudine, paure, bisogno di conversare». Significative anche le difficoltà vissute in famiglia, legate in particolare al rapporto con i genitori (19,5%), alle situazioni di separazione dei genitori (15,1%), dato in linea con l’andamento crescente del numero di separazioni e divorzi, alla inadeguatezza delle figure genitoriali (12,6%) e alla presenza di una elevata conflittualità all’interno del nucleo familiare (10,9%). Molto elevata è anche la percentuale di segnalazioni di gravi abusi: la maggior parte delle consulenze, a riguardo, interviene per problematiche di abuso fisico (13,7%), il 13,4% per abuso psicologico, il 6,7% per abusi di tipo sessuale e il 3,7 per trascuratezza.

«Una parte di segnalazioni infine - conclude Caffo - riguarda situazioni caratterizzate dalla presenza dei cosiddetti “fattori di rischio” a livello familiare, cioè da condizioni potenzialmente pregiudizievoli presenti nel contesto familiare, che nella maggior parte dei casi necessitano di un monitoraggio e, in alcuni casi, di una vera e propria presa in carico».

di Anna Giorgi

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