Comunali: Pdl, è guerra
per la lista e le preferenze
Corsa per ricandidarsi: 10 assessori e 27 consiglieri, ma la legge taglia i posti. A rischio Di Martino e Gambitta

Milano, 9 febbraio 2011 - C'è chi entra e c’è chi esce. Nel Popolo della Libertà sono iniziate le grandi manovre per la composizione della lista per le elezioni comunali del maggio prossimo. I 10 assessori e i 27 consiglieri uscenti targati Pdl aspirano tutti, o quasi, a essere rieletti a Palazzo Marino. Impresa quasi impossibile. Sì, perché nel prossimo mandato in Comune il numero complessivo degli assessori diminuirà da 16 a 12 e quello dei consiglieri da 60 a 48. A meno che un annunciato, ma non ancora votato, emendamento al decreto Milleproroghe riporti la situazione di grandi città come Milano e Napoli allo schema 16 assessori-60 consiglieri, come già previsto dal decreto per Roma Capitale.
In attesa di conoscere la versione definitiva dei posti a disposizione in Giunta e in Consiglio comunale, gli esponenti pidiellini si preparano a una guerra a colpi di preferenze. Partiamo dagli assessori. Riccardo De Corato è già in campagna elettorale: nel 2006 il vicesindaco arrivò secondo per numero di preferenze (8.660) solo dietro all’allora leader di Forza Italia Silvio Berlusconi (53.297). Gli altri nove assessori? Saranno tutti messi in lista con il Pdl. Con due eccezioni. Bruno Simini (Lavori pubblici) non si candiderà. Nel prossimo mandato comunale, nel caso di vittoria di Letizia Moratti, il sindaco potrebbe affidargli la presidenza di una società partecipata. L’altra eccezione è Giovanni Terzi, l’assessore pidiellino alle Attività produttive pronto a fare il capolista nella lista civica di sostegno al sindaco, insieme all’assessore Mariolina Moioli, nel 2006 eletta nella Lista Moratti.
Capitolo consiglieri. A tutti è stata promessa la ricandidatura. Ma ogni componente del Pdl sta ragionando sugli uomini o sulle donne su cui puntare alle Comunali. In Comunione e Liberazione è ancora in dubbio la riconferma di Aldo Brandirali e Alberto Garocchio. Tra gli ex An, invece, non si ricandideranno Carlo Fidanza, europarlamentare dal giugno 2009, e Giovanni Bozzetti, consigliere del ministro Ignazio La Russa e presidente di Infrastrutture lombarde. Mentre potrebbero tentare il salto dal Consiglio di Zona al Consiglio comunale il presidente della Zona 6 Massimo Girtanner, Benedetta Borsani (Zona 3) e Norma Iannacone (Zona 7). La componente del neocoordinatore lombardo del Pdl Mario Mantovani punta alla riconferma dei consiglieri Fabrizio De Pasquale e Giulio Gallera. La corrente degli ex Dc di Domenico Zambetti vuole mettere in lista l’uscente Gianfranco Baldassarre e l’ingegnere Laura Schiaffino.
Dalla società civile potrebbe scendere in campo Luigi Pagliuca, vicepresidente dell’Ordine dei dottori commercialisti, che nel 2006 aveva stenenuto l’elezione della commercialista Carola Colombo. I consiglieri a rischio ricandidatura? I boatos pidiellini mettono sulla graticola Stefano Di Martino, Carmelo Gambitta, Vincenzo Giudice e Guido Manca. Giudice, padre della pasionaria anti-Nicole Minetti Sara Giudice, sottolinea: «Io voglio ricandidarmi. Se c’è qualcuno che vuole impedirmelo, me lo dica. Sara? Sta facendo una battaglia per la meritocrazia, ma nel partito la ignorano».
di Massimiliano Mingoia

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