Sicurezza: nuovi poteri,
espulsioni facili per mille nomadi
Nel mirino anche 20mila prostitute. Permessi di soggiorno, la delega al Comune solleva critiche. E tu cosa ne pensi? Inviaci un commento
Milano, 7 novembre 2010 - Una spruzzata d'olio su ingranaggi che si erano bloccati. Così si può intendere il pacchetto sicurezza appena varato dal governo, il secondo dall’inizio della legislatura. Un piano che riprende e semplifica le misure contenute nel precedente. Allontanamento dei cittadini comunitari che non hanno i requisiti per soggiornare in Italia, contrasto della prostituzione e dell’accattonaggio, lotta alla mafia, violenza negli stadi e appalti per le grandi opere: questi i capitoli del documento presentato dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni. A Milano, ora, si guarda con attenzione soprattutto ai primi due capitoli e all’ultimo.
Si scrive «allontanamento dei cittadini comunitari non in regola con i requisiti di soggiorno» ma, piaccia o no, si legge «rom». Il nuovo pacchetto sicurezza prevede la possibilità di allontanare i cittadini europei che in Italia non possono contare su un reddito fisso, una casa e un’assicurazione sanitaria. Sono questi i requisiti per il soggiorno inseriti nella direttiva europea numero 38 del 2004. La possibilità dell’allontanamento in assenza di tali requisiti era prevista anche nel primo pacchetto sicurezza. A cambiare è la procedura che le forze dell’ordine devono seguire prima di poter procedere ad allontanare gli irregolari. Con le nuove norme l’allontanamento coatto può essere imposto subito dopo l’identificazione e la contestuale verifica dei requisiti. In un primo momento sarà formulato un invito a lasciare l’Italia. Poi dall’invito si passerà all’allontanamento coatto.
Le norme del primo pacchetto sicurezza prevedevano invece che trascorressero almeno 3 mesi dall’identificazione all’allontanamento: una volta eseguita l’identificazione dell’irregolare, le autorità dovevano aspettare 90 giorni per verificare la veridicità delle dichiarazioni su residenza e lavoro. «Ora sarà più facile allontanare chi non ha titoli per stare a Milano — commenta il vicesindaco Riccardo De Corato —. Le procedure precedenti erano troppo complesse». Motivo per cui gli allontanamenti, a Milano, sono partiti e finiti nel 2008, fermandosi a quota 143 per quanto riguarda i romeni. «Questa semplificazione — riprende De Corato — si rivelerà preziosa a partire da marzo. In quel mese Paesi come la Romania e la Bulgaria entreranno nell’area di libera circolazione di Schengen. Il rischio è che da noi si ripeta quanto avvenuto nel 2007: un’ondata di arrivi, dalle 7 alle 8 mila unità». Fosse in vigore oggi il pacchetto, a Milano, porterebbe all’allontanamento di mille rom irregolari.
Quanto alla prostituzione, alle multe per i clienti e per le stesse lucciole sancite tramite ordinanze comunali, si aggiunge ora il foglio di via. Le straniere che vengono sorprese a esercitare in strada saranno quindi invitate a lasciare il Paese, oltre che a pagare, come le «colleghe» italiane, una sanzione pecuniaria che oscillerà dai 300 ai duemila euro. «Le multe da sole non bastavano come arma di dissuasione — è il commento di De Corato —, il foglio di via è un deterrente in più». «Difficile — continua — stabilire il numero delle prostitute sanzionabili in base alle nuove norme. Possiamo solo ispirarci ad un dato: noi abbiamo comminato 22 mila multe».
In oltre 20mila, quindi, si possono stimare le lucciole straniere sulle strade milanesi. Quanto alle «misure di controllo degli appalti per le grandi opere» (in questo caso la traduzione milanese è «Expo») il vicesindaco è lapidario: «Ci stiamo muovendo da noi», anche attraverso il tavolo in prefettura annunciato dal sindaco. C’è solo un passo del pacchetto sicurezza che a De Corato proprio non piace, quello che delega ai Comuni l’incombenza del rinnovo dei permessi di soggiorno: «Il governo ci metta in condizione di aumentare gli organici. Negli ultimi tempi ci hanno costretto a tagliare ed è stato bloccato il turn over. Non possono diminuirci il personale e aumentarci le deleghe».
di Giambattista Anastasio

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