San Siro apre
agli studenti
Parte progetto
contro tifo violento
L'iniziativa, promossa dalle consulte provinciali degli studenti di Catania e Palermo, dopo la morte nel 2007 di Filippo Raciti, è stato accolta dal ministero
di Francesca Belotti Anderboni

Milano, 6 settembre 2010 - Un progetto rivolto agli studenti delle scuole secondarie di I e II grado contro la violenza negli stadi. A presentarlo, lunedì pomeriggio presso lo stadio Meazza di Milano, c’erano il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, il presidente dell’Inter, Massimo Moratti, e l’ex libero del Milan e della nazionale, Franco Baresi.
Il progetto, ‘La scuola e lo sport contro la violenza', è nato dalla collaborazione tra il ministero dell’Istruzione e il Consorzio San Siro 2000, che riunisce Milan e Inter, per diffondere una sana cultura sportiva che passi attraverso il rispetto e la condivisione. Gli obiettivi sono: promuovere un’educazione allo sport e al tifo non violento che ponga il divertimento e il fair play in primo piano; educare i ragazzi e i giovani ad una cittadinanza attiva, onesta e responsabile.
Dopo la morte di Filippo Raciti, avvenuta durante gli scontri tra una frangia di ultras catanesi e la polizia al termine della partita Palermo-Catania il 2 febbraio 2007, gli allora presidenti delle Consulte provinciali delle due città hanno deciso di scendere in campo con un’attività che coinvolgesse direttamente gli studenti delle scuole nella lotta contro il tifo violento. Il ministro Gelmini ha accolto la proposta degli studenti avviando il progetto a partire da quest’anno scolastico. «Il progetto - sottolinea l’esponente del governo - rientra nel quadro dell’impegno del governo nella lotta contro la violenza. Il tifo deve essere vissuto come non come una forma di violenza ma come capacità di stare assieme». Gelmini spiega: «Non è più possibile che si muoia ancora per il calcio e debbano essere dispiegate ingenti forze dell’ordine».
Per Moratti, invece, «nelle scuole l’educazione avrà successo, funziona anche in altri Paesi» anche se «il problema non è fra ragazzi, è fra i grandi. Rispetto vuol dire mettersi nei panni degli altri». Applausi e risate, invece, per la piccola gaffe di Baresi, che comincia il suo discorso dicendo: «Come diceva prima il nostro presidente... Pardon il presidente dell’Inter Moratti» e, dopo un breve sorriso, «di presidente ce n’è uno solo».
Nello specifico, la proposta didattica prevede diverse fasi. Innanzitutto gli studenti di scuole della Lombardia, Sicilia e Campania prepareranno diverse iniziative come striscioni e messaggi riguardanti il fair play e la legalità che verranno esposti in occasione delle partite: Inter-Napoli; Inter-Catania; Inter-Palermo; Milan-Napoli; Milan-Catania e Milan-Palermo. Queste, infatti, sono le prime squadre che hanno aderito all’iniziativa. Inoltre, le scuole aderenti al progetto parteciperanno ad un ciclo di convegni nei giorni precedenti alle gare sul tema dell’educazione alla legalità e della sicurezza, con relatori provenienti dal mondo della magistratura, della stampa specializzata, della cultura, dello sport e della sicurezza.
Poi ci sarà un concorso che permetterà agli studenti di ideare il logo del progetto ‘La scuola e lo sport contro la violenzà nonchè i messaggi degli striscioni che verranno esposti allo stadio nel corso delle partite. Una commissione selezionerà i 5 migliori percorsi inviati. Infine, è stato realizzato un sito internet (www.lascuolaelosportcontrolaviolenza.it) dove si potranno reperire tutte le informazioni sul progetto e le sue iniziative.
di Francesca Belotti Anderboni

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