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Truffe on line,denunciato 84 volte
Condannato a 5 anni e mezzo

L'uomo era specializzato nella vendita di biglietti falsi per le partite attraverso un finto sito del Milan. Una volta finito a giudizio, ha invocato l'incapacità di intendere e di volere,s ementita da un'apposita perizia psichiatrica

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Pc portatile (foto Germogli)
Pc portatile (foto Germogli)

Milano, 6 settembre 2010 - Era stato arrestato lo scorso ottobre ed aveva collezionato 84 denunce per truffe sul web del valore di almeno 80mila euro. Marco Giuseppe Montalto è stato condannato a 5 anni, 6 mesi e 20 giorni di reclusione, oltre a 3.200 euro di multa. La sentenza è stata emessa dal giudice per l’udienza preliminare Vincenzo Tutinelli al termine del procedimento con rito abbreviato. Montalto, in particolare, era specializzato nella vendita di biglietti falsi per le partite attraverso un finto sito del Milan.
 

L'uomo era finito in manette dopo tre anni di raggiri sul web. Aveva cominciato fingendo di vendere materiale informatico su Ebay e spedendo ai clienti un mattone dopo aver intascato i soldi. All’inizio non nascondeva nemmeno le proprie generalità, tanto che il suo nome circolava nei forum online in cui veniva indicato come un truffatore. Tuttavia la polizia postale non poteva arrestarlo perché l’arresto non è previsto dalla legge per il solo reato di truffa semplice.

L'arresto è scattato solo dopo tre anni, quando Montalto si è reso responsabile anche di indebito utilizzo di documenti che abilitano al prelievo di denaro contante, simulazione di reato, sostituzione di persona, usurpazione di titolo pubblico, ingiuria e minaccia. Già perché dalle truffe su Ebay, il 31enne è passato a spacciarsi su Facebook per il giornalista Carlo Pellegatti, attivando nell’aprile 2009 una raccolta di soldi per i terremotati dell’Abruzzo. E persino quando il giornalista ha registrato un filmato in cui disconosceva l’iniziativa e metteva in guardia gli utenti, Montalto è arrivato a modificarlo, facendo apparire l’iniziativa come legale.

 Gli inquirenti sono riusciti a fermarlo solo con il sequestro del conto corrente bancario indicato per la raccolta di fondi. Allora Montalto ha cominciato a spacciarsi per il nipote di Pellegatti, che sempre su Facebook pubblicizzava sedicenti corsi di giornalismo sportivo a Cinisello Balsamo, con tanto di provini online e pagamenti con carte Postpay per carpire i dati di chi abboccava. Da ultimo ha inviato un’email di scuse a tutti i truffati, dicendosi pentito e dispiaciuto.


Una volta finito a giudizio, ha però invocato l’incapacità di intendere e di volere, smentita da un’apposita perizia psichiatrica. Infine la condanna, ingente nonostante lo sconto di un terzo della pena prevista dal rito scelto.

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