Tragedia in via Barrili
"Aiuto, salvate i bambini"
Uccisa davanti ai figli
La donna, 30 anni, colpita a morte in cortile. Arrestato l’ex marito: avrebbe potuto fare una strage, perchè non accettava che la donna si fosse rifatta una vita. I vicini volevano linciarlo.
Milano, 3 settembre 2010 - E' crollata a terra dopo il primo colpo di pistola che l’ex marito le ha sparato alla testa. Teresa Patania, 30 anni, in un lago di sangue nel cortile del condominio popolare di via Barrili, al civico 9, con l’unico filo di voce che le era rimasto continuava a gridare: «Portate via i bambini». Ha capito subito che stava per succedere qualcosa di grave, la giovane mamma di tre piccoli di quattro, cinque e sei anni, quando ha visto l’ex marito arrivare verso di lei.
Giuseppe Di Stefano, 28 anni, le si è parato di fronte entrando dall’ingresso principale del cortile in cui lei e un’amica stavano giocando con i bambini. Le ha rivolto uno sguardo feroce, ha estratto la pistola e ha fatto fuoco. L’ha uccisa davanti ai figli, che hanno visto la loro mamma stramazzare a terra e il padre infierire su di lei. Giuseppe, quando l’ex moglie, senza più difese, lo implorava di fermarsi, ha sparato altri quattro colpi.
Poi urlando è salito al secondo piano, si è affacciato alla finestra dell’appartamento in cui abitava in passato con Teresa e, puntando nuovamente la pistola nella direzione del cortile, ha continuato a fare fuoco cercando un altro bersaglio da colpire per sfogare la sua follia omicida. Avrebbe potuto fare un strage, uccidere chiunque, perché a lui era cascato il mondo addosso. Ci sono voluti quindici poliziotti in tenuta antisommossa per blindarlo e impedire il linciaggio del quartiere. I residenti del palazzo hanno tentato anche dopo, di farselo consegnare dalla polizia, con urla e spintoni.
Una tragedia annunciata, dicono i vicini. Quartiere Stadera, lui e lei, operai, saliti qualche anno fa da un paesino in provincia di Catania, non andavano più d’accordo si stavano separando. L’affidamento dei figli, i soldi che non c’erano e la cronaca di una quotidianità difficile. Teresa però, da qualche tempo ne era venuta fuori, si era rifatta una vita. Aveva un altro uomo, più vecchio di lei, a cui aveva già presentato i figli. La nuova relazione della donna per Giuseppe era un’affronto insormontabile. Li avevano visti proprio la scorsa domenica lei, il nuovo compagno e i bambini. Tutti insieme che passeggiavano nel quartiere. Di quella famiglia Giuseppe, con problemi di alcol, non faceva più parte. Poi le vecchie ruggini e la follia hanno fatto il resto.
Dopo la separazione Teresa era andata ad abitare nella casa del fratello, proprio sotto l’appartamento dell’ex marito. All’inizio lo avevano fatto di comune accordo per i bambini. Il più grande comincia la prima elementare fra pochi giorni, avevano bisogno del papà, ma poi quella scelta di mamma l’ha portata all’inferno. Così il rapporto con lui non si era mai interrotto del tutto.
Continuava all’insegna delle liti, delle ripicche, il sentimento nel tempo si era coniugato solo all’insegna dell’odio. Giuseppe, dopo aver ucciso l’ex moglie si è barricato in casa, solo dopo una mezz’ora si è arreso, ha gettato la pistola dalla finestra e si è consegnato ai poliziotti. In passato aveva già avuto problemi con la giustizia. Un precedente per aggressione e quella pistola con la matricola abrasa.
di Anna Giorgi

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