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Ottomila pranzi non pagati
Il buco di Milano Ristorazione

La società che gestisce le mense scolastiche milanesi ha accumulato in tre anni perdite per oltre sei milioni.  Pensi che il servizio di mensa scolastica vada bene così o va migliorato? Inviaci un commento

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Mensa (foto Donzelli)
Mensa (foto Donzelli)

Milano, 26 luglio 2010 - Se Milano Ristorazione spa fosse un’azienda privata, sarebbe già fallita. La società che gestisce tutte le mense scolastiche, controllata al cento per cento da Palazzo Marino, ha cumulato dal 2003 a oggi 6 milioni di euro di morosità (per pasti elargiti e mai pagati, a volte perché le famiglie non ricevono i bollettini) e ha chiuso il bilancio (gli ultimi dati disponibili sono del 2008) con un risultato operativo di oltre 3 milioni di rosso. Perdite record che il consiglio d’amministrazione, finora, non è riuscito ad arginare.

Il segno finale è di +124mila euro. Ma ciò è dovuto soltanto alle garanzie del Comune che affida la gestione di una parte dei propri beni immobili alla sua società partecipata. I conti infatti, ovvero la sottrazione fra ricavi e costi, sono solo da leggere: 82 milioni dalla vendita dei pasti non bastano per coprire 85 milioni di spese per le materie prime, le bollette e il personale. Quest’ultimo (962 dipendenti: 9 dirigenti, 12 quadri, 155 impiegati e 798 operai, a cui si aggiungono 1380 scodellatori di società esterne) incide per 40 milioni di euro. Capitolo a parte per le morosità. Sono 18 milioni i pranzi consegnati ogni anno, a fronte di 90mila bambini che frequentano le scuole pubbliche. Per 7mila di loro il buono è gratuito, dal momento che le famiglie hanno redditi sulla soglia della povertà. Però i pranzi non pagati sono 16mila. Insomma, in 8mila mangiano a scrocco, quasi il 10 percento del totale.

 

Veniamo al consiglio d’amministrazione, naturalmente di nomina politica. L’ex presidente, il nutrizionista Michele Carrubba, è stato appena sostituito, su indicazione del Pdl, con Roberto Predolin: 63mila euro annui il suo stipendio. Il partito di maggioranza che governa Palazzo Marino ha comunque confermato Carrubba nel cda, assieme a Liliana Bognini e Simone Crolla. Ogni amministratore guadagna 20mila euro. New entry è il commercialista Alberto Regazzini, indicato dalla Lega Nord per dare uno scossone alla società. Tanto che il capogruppo del Carroccio, Matteo Salvini, interpellato sulla gestione dei conti e sulla qualità del cibo delle mense, dichiara: «Abbiamo scelto un tecnico proprio per questo: investigare sulle cause e rimediare. Regazzini è già in possesso di una ventina di lamentele di genitori scontenti dei servizi. La nostra missione è riportare in efficienza Milano Ristorazione». Ce n’è di sicuro bisogno. Anche quando la controllata di Palazzo Marino cerca gloria fuori dal territorio comunale, ne esce con le ossa rotte. Nel 2008 si aggiudica la gara d’appalto per il servizio di ristorazione dell’Expo spagnolo, a Saragozza.

di Ersilio Mattioni

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