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Emergenza scuola, effetto tagli:
38 istituti restano senza preside

In molti licei di città e provincia posti vacanti già da settembre. Colosio: faremo un concorso in autunno. Hai timore dell'esame di maturità? Anche nella tua scuola mancano docenti? Raccontacelo nello spazio commenti

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Una lezione scolastica (foto Cristini)

Milano, 8 giugno 2010 - Molte scuole milanesi e lombarde a settembre si ritroveranno senza preside. Pensionamenti e trasferimenti in altre regioni le principali cause. In tutto 38 scuole delle province di Milano e Monza Brianza e 124 nell’intera Lombardia rimarranno acefale. In autunno dovrebbe partire un nuovo concorso, ma intanto restano le reggenze e i presidi “incaricati”.

«La situazione è sotto controllo – assicura il direttore dell’Ufficio scolastico per la Lombardia (ex regionale), Giuseppe Colosio – perché i pensionamenti erano già previsti. Altri se ne sono aggiunti, ma verrà bandito un concorso in autunno. Le procedure sono state già previste. Nel frattempo faremo fronte con le reggenze oppure con le ultime vecchie graduatorie a incarico». Il direttore afferma che «ci vorranno un paio d’anni per avere nuovi presidi» con concorso, ma aggiunge che sta valutando nuove soluzioni. «Abbiamo dato qualche indicazione al ministero – rivela – per intervenire sul piano normativo. Bisognerebbe prevedere altre forme di nomina con incarico temporaneo. Questo è un problema comune alle grandi regioni del Nord. Un problema che ha avuto un’accelerazione negli ultimi dieci giorni». Infatti con la manovra Tremonti e il rischio del blocco dei pensionamenti, è arrivata qualche richiesta in più.

 

Oltre ai 124 pensionamenti nelle scuole lombarde, ci sono 56 richieste di mobilità interregionale in uscita, ovvero di trasferimento in altra regione. Alcuni di questi presidi sono rimasti in carica per un solo anno. L’ultimo concorso nazionale c’è stato nel 2006. Le graduatorie dei presidi abilitati in Lombardia sono esaurite da tempo. Così si prevedono altre reggenze per l’anno prossimo. Ovvero l’attribuzione di un istituto vacante a un dirigente scolastico che ne ha già uno in consegna. Una seconda possibilità, come afferma Colosio, è l’incarico di presidenza, ovvero l’assegnazione della scuola a un docente che può rivestire le funzioni di preside. Solo che questo bacino di presidi “incaricati” a tutt’oggi conta appena 32 docenti papabili in tutta la regione (erano 400 nel 2006). C’è una terza possibilità: l’assegnazione a un preside di una graduatoria di un’altra regione. In Campania e Calabria le graduatorie non sono ancora state esaurite. Ma questa via nel 2009 non si è rivelata soddisfacente.

Su 135 posti assegnati, solo 35 furono effettivamente ricoperti. E molti dopo un anno se ne vogliono tornare giù. Inoltre, durante quest’anno scolastico ci sono stati anche tre casi di istituti ritrovatisi senza guida a gennaio. Al Primo Levi di via Pistoia, al Pinin Carpi di via Cilea e all’Ascoli di via De Andreis, due presidi (uno reggeva due scuole) se ne sono andati dopo avere vinto un ricorso presentato nel 2008 per ottenere un incarico in Campania. Il posto ottenuto nel frattempo a Milano evidentemente non era di loro gradimento. L’Ufficio scolastico regionale è riuscito a sostituirli, ma grazie ad altre reggenze.

di Luca Salvi

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