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Bar milanese
condannato a pagare
i diritti musicali
perchè ascolta la radio

La sentenza riconosce il valore della musica come valore aggiunto per il business degli operatori che scelgono di diffonderla nell’ambito della propria attività. La musica d’ambiente, sarebbe un servizio aggiuntivo perchè intrattiene i clienti, ne attrae di nuovi, con evidenti benefici in ambito commerciale ed economico

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Un barman prepara cocktail in un locale notturno
Un barman prepara cocktail in un locale notturno

Milano, 11 marzo 2010- La musica è un fattore di business. Con questa motivazione il tribunale di Milano ha condannato il gestore di un bar, citato per il mancato pagamento dei diritti connessi discografici, a pagare la somma annua di 69,38 euro (IVA inclusa), oltre alle spese processuali, pari a euro 2.400.

 

Si tratta di una sentenza storica in materia di diritti connessi discografici, visto che il Tribunale ha condannato il gestore del bar per aver diffuso musica attraverso una radio senza aver corrisposto i compensi dovuti per legge ad artisti e produttori discografici attraverso SCF, il consorzio maggiormente rappresentativo delle imprese nella gestione dei diritti discografici. Il giudice ha stabilito che la musica registrata diffusa dall’esercente rientra nella fattispecie disciplinata dall’art. 73 della Legge sul Diritto D’autore.

 

La sentenza riconosce il valore della musica quale componente ad alto valore aggiunto per il business degli operatori professionali che scelgono di diffonderla nell’ambito della propria attività. La musica d’ambiente, insomma, rappresenta un servizio aggiuntivo perchè intrattiene i clienti, ne attrae di nuovi, con evidenti benefici in ambito commerciale ed economico. «La decisione del Tribunale di Milano - commenta Gianluigi Chiodaroli, Presidente di SCF - rappresenta un provvedimento storico che costituirà sicuramente un precedente significativo nell’ambito dell’attività della magistratura. Riafferma e chiarisce in via definitiva che il pagamento del compenso a SCF per i diritti discografici è dovuto qualsiasi sia il mezzo utilizzato, anche nel caso di una radio». Nel 2009 hanno aderito alle proposte tariffarie di SCF oltre 20.000 bar e ristoranti, più di 15.000 alberghi e altrettanti esercizi della GDO, oltre 5.000 negozi di abbigliamento e circa 3.000 parrocchie.

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