Regionali, Formigoni:
"Ora programmi"
Penati: "Se eletto elimino raccolta firme"
Il presidente della Regione Lombardia non sembra preoccupato riguardo un possibile ricorso al Consiglio di Stato contro la riammissione della sua lista. Il candidato del Pd, invece, assicura che se dovesse vincere, non ci sarà più caos liste
Milano, 10 marzo 2010 - I cittadini vogliono sentir parlare di programmi, non di liti sulle liste. Non ha dubbi il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, intervenuto questa mattina a Milano alla conferenza di Coldiretti Lombardia. Ad Agnoletto e Cappato, che hanno minacciato di far ricorso al Consiglio di Stato contro la riammissione della sua lista, Formigoni ha risposto: "Facciano quello che vogliono. Certamente non è quello che desiderano i cittadini. Io preferisco seguire i cittadini che sono interessati a capire quali saranno le nostre politiche in materia di agricoltura, di impresa, di sostegno ai giovani e alle famiglie. Finalmente la campagna elettorale è entrata nel vivo e la cosa che a me piace è entrare a contatto con i cittadini, girare, incontrare le persone".
Sulla possibilità di partecipare ad una eventuale manifestazione nazionale del Pdl in difesa della democrazia, Formigoni spiega: "Non abbiamo ancora notizie chiare, ma se il presidente Berlusconi e il Pdl prendono queste decisioni noi siamo orgogliosa parte del Popolo delle Libertà", tuttavia "il nostro compito in questo momento è lavorare sul territorio di Regione Lombardia".
Il presidente della Regione scaccia anche i fantasmi dell’astensionismo e alla domanda se è preoccupato dal fenomeno, risponde: "Non in maniera particolare. C’è una quota di persone che si astiene, io vorrei riuscire a parlare anche a loro, perchè la democrazia è meno forte se c’è meno gente che partecipa al voto, e quindi è importante esprimere le proprie idee. La voce di chi si astiene non si sente", insomma, in questo modo "ci si consegna all’insignificanza".
Il candidato del Pd alla presidenza della Regione Lombardia, Filippo Penati, invece ha detto: "Se sarò eletto presidente di Regione Lombardia proporrò al Consiglio di varare una nuova legge elettorale così come già fatto da 9 regioni nel nostro Paese, eliminando l’obbligo di raccogliere le firme". E ha continuato: "La Lombardia in questi anni non ha fatto la legge elettorale e oggi Berlusconi stesso ha dovuto ammettere il ritardo di Formigoni. Se sarò eletto presidente assicuro: mai più caos liste in questa regione".


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