Obiettivo sicurezza
L'occhio del vicino
tiene lontani i criminali
A gennaio partirà un progetto per coinvolgere i residenti nel controllo dei quartieri: si inizierà da Baggio e San Siro. Naturalmente, sarà necessaria un'intesa con le forze dell'ordine
Milano, 2 novembre 2009 - Se le ronde fanno fatica a decollare, ci pensano i vicini di casa. Niente pattugliamenti per le strade indossando una pettorina, ma semplicemente maggiore attenzione a quello che accade nel proprio quartiere, per prevenire gli episodi di microcriminalità e sentirsi più sicuri. Annotare la targa di una macchina sospetta, affacciarsi se un cane abbaia. E poi segnalare quanto visto alle forze dell’ordine.
È il controllo di vicinato, in inglese 'NeighbourhoodWatch': una prassi scontata, fino a qualche decennio fa, che ritorna in forma organizzata, con tanto di 'Coordinatore dell’area di controllo di vicinato'. E sbarca a Milano: il progetto sarà "avviato in alcuni comuni dell’hinterland e nelle zone periferiche di Milano", annuncia Stefano Maullu, assessore regionale alla Protezione civile, Prevenzione e Polizia locale.
Si comincia a gennaio, dalla zona 7, quella di Baggio e San Siro. Secondo il consigliere di zona Pietro Tatarella, il sistema del controllo di quartiere potrebbe risolvere i problemi cronici che affliggono le periferie: "In quartieri come Baggio, episodi come le rapine o le occupazioni abusive di appartamenti sono frequenti, ma è anche vero che c’è un senso di identità molto più forte, simile a quello dei piccoli paesi, dove tutti si conoscono e sono pronti a darsi una mano. In consiglio proporrò di segnalare con dei cartelli che la zona è sotto la vigilanza del controllo di vicinato, e di realizzare una sorta di decalogo per abituare la gente a guardare con occhi diversi quanto accade nel quartiere".
Naturalmente, occorre un’intesa con le forze dell’ordine: "L’idea è istituire un numero verde o uno sportello dedicato". Cristina Crupi, consigliere della Zona 5, racconta come i residenti di viale Toscana abbiano risolto il problema della prostituzione in strada, senza bisogno di auto-organizzarsi in ronde: "Dialogando ogni sera con queste ragazze, la gente è riuscita a ridurne sempre più la presenza sui marciapiedi. Tuttavia, con il controllo di vicinato potremmo agevolare sia i cittadini, evitando loro di dover scendere in strada, sia i vigili, che non possono essere ovunque in ogni momento".
"Il flop delle ronde è dimostrato dai numeri – spiega Leone Talia, consigliere comunale e presidente del comitato del quartiere Spadolini -. Ma questo non significa che i milanesi non vogliano essere coinvolti, anzi. Due mesi fa, qui, una signora affacciata alla finestra ha visto degli estranei introdursi in un appartamento del palazzo di fronte: ha chiamato subito la polizia, e i due ladri sono stati arrestati nel giro di pochi minuti. Ecco, questa è la strada da battere per ottenere risultati".
Un occhio che non si vede dunque, ma che osserva e segnala, con l’obiettivo di scoraggiare chiunque volesse compiere un reato. Ma non si corre il rischio di un eccesso di attenzione, con le centraline dei vigili intasate dalle segnalazioni? "Meglio qualche chiamata di troppo, ma con la possibilità concreta di prevenire i reati e le eventuali situazioni di disagio sociale - risponde Talia -. Non dimentichiamo che l’iniziativa permetterà di monitorare tutte le zone di Milano, con la possibilità di creare una mappa dettagliata dei problemi, quartiere per quartiere, per studiare le soluzioni".
di Marco Fallisi

