Milano, 2 ottobre 2017 - Uno dei più interessanti protagonisti della storia dell'arte giapponese, Ugakawa Kuniyoshi (1797-1861), viene presentato per la prima volta in Italia con un'esposizione organizzata da Mondomostre Skira nel Museo della Permanente dal 4 ottobre al 26 gennaio.

Sono esposte 165 xilografie policrome, provenienti da diverse istituzioni giapponesi e divise in cinque sezioni, ciascuna dedicata ad un particolare soggetto: Bellezza, Paesaggi, Eroi e guerrieri, Animali e parodie, Gatti. Kuniyoshi cambiò l'arte giapponese inserendovi esperienze europee, relative in particolare ai dipinti ad olio olandesi che in quegli anni avevano iniziato ad arrivare nel lontano Oriente. Ma fu anche apprezzato in Europa dai pittori impressionisti: Monet teneva in casa alcune delle sue opere.

In Giappone la sua popolarità fu accresciuta dalla decisione di dedicarsi ai "Briganti", titolo di un libro che divenne molto popolare in Giappone e anche in Cina, in quanto i protagonisti erano presentati come dei protettori del popolo. Erano raffigurati da Kuniyoshi coperti da tatuaggi e anche adesso molti in Giappone si fanno riprodurre le stesse figure sul proprio corpo. Alcune opere di Kuniyoshi sembrano anticipare il surrealismo occidentale, come una delle più celebri, in cui si vede un mostruoso scheletro bianco che risveglia la principessa Takiyasha. Un altro particolare che lega questo artista giapponese all'arte occidentale è il suo comporre talvolta figure umane ricorrendo a complessi collage di personaggi più piccoli. Per questo è stato anche soprannominato "Arcimboldo del Giappone", il pittore cinquecentesco milanese che componeva volti umani assemblando ortaggi.