Milano, 25 ottobre 2017 - Tutti pazzi per il jazz. E le note risuoneranno, stavolta, non solo nei santuari della musica come il Blu Note e Triennale Teatro dell’Arte ma anche in luoghi inusuali, dai musei alle biblioteche, banche e palazzi pubblici e hall di alberghi. Dal centro alle periferia, con lo spirito di contaminarle per farle diventare dei nuovi poli di attrazione.

Sbarca Jazzmi, seconda edizione, che trasformerà Milano dal 2 al 12 novembre in una capitale del jazz con 150 eventi e 500 artisti. Edizione «diffusa» che si preannuncia frizzantina e piena di novità, non solo per i grandi nomi - da Stefano Bollani a Paolo Fresu e Lee Konitz e Gaetano Liguori- che irrobustiscono il ricco palinsesto ma soprattutto per la formula. La parola d’ordine è mescolare, condividere, contaminare. E c’è un posto più lontano dove immaginare ad esempio di fare musica come una banca? Proprio la filiale di Intesa Sanpaolo di piazza Cordusio ospiterà due ‘live’ gratuiti il 4 (ore 11,30 con la Woody Gipsy Band) e l’11 novembre (Jazz Lag con repertorio dei grandi classici). Quattro gli eventi gratuiti nelle periferie con Jazzmi around, con Enrico Intra (il 3 novembre, Parrocchia della Madonna Miracolosa ore 21), Gioca jazz (il 4 e il 5 rispettivamente nella Casa della carità e Anguriera di Chiaravalle) e l’Orchestrino, piccola brass band itinerante protagonista di un pomeriggio assai speciale nel Quartiere Adriano.

E c'è anche  un altro evento nell’evento: Jazzdo.it, sorta di «stati generali del jazz» realizzati col sostegno della Siae, che tra il 10 e il 12 novembre farà incontrare tutti i componenti della filiera del jazz, artisti, etichette discografiche, festival, editori, media, operatori, associazioni, professionisti, studiosi e semplici appassionati. Attraverso convegni, showcase, panel, e focus negli spazi della Triennale di Milano, si parlerà di jazz in tutte le sue declinazioni, dalla produzione discografica al live, dalle tendenze artistiche all’export internazionale. Per creare un ponte, favorire collaborazioni e partnership tra il mercato italiano e quello internazionale. Per un piccolo assaggio, si parte l’8 novembre con Paolo Fresu che intervista il ministro Dario Franceschini sul tema del «jazz come bene pubblico». Il resto da scoprire.