Milano, 16 gennaio 2016 - Acclamato dalla folla, Silvio Berlusconi torna a salire sul predellino. Lo scenario non è quello di piazza San Babila, quando nel 2007 salì sul predellino e annunciò la nascita del Pdl, ma un gazebo a Baggio, periferia di Milano dove ha dato ufficialmente il via alla campagna elettorale per le elezioni comunali.

L'ex premier ha parlato del candidato sindaco per il centrodestra: "Dobbiamo sentire anche gli altri - ha sottolineato - e vogliono aspettare il nome dell'altra parte". Infatti il nome del candidato non è ancora stato definito e, a questo punto, potrebbe non esserlo fino alle primarie del centrosinistra. Resta l'incognita sul nome ma di sicuro, il futuro candidato a sindaco di Milano per Silvio Berlusconi deve essere "un milanese vero".

Il leader di Forza Italia ha parlato della necessità di cambiamento rispetto alla Giunta Pisapia e ha tracciato un identikit del futuro primo cittadino. "Cercheremo un milanese - ha spiegato - perché siamo gente che ha voglia di lavorare, concreta". In città "al di la' di tutte le dichiarazioni buoniste - ha aggiunto Berlusconi - la realtà è  che ci hanno tolto la sicurezza nelle strade e anche nelle case. Noi cerchiamo di avere un sindaco capace di agire concretamente e che si comporti come un milanese: concreto e generoso". Un nome che ancora non c'è, ma che sicuramente per Berlusconi dovrà essere il contrario dell'attuale sindaco Giuliano Pisapia.

"La sinistra - ha infatti sostenuto l'ex premier - ovunque ha dato pessima prova con i suoi sindaci, come a Milano, dove non ha fatto nulla di nuovo, anzi ha preso a prestito quello fatto dagli altri prima". Per questo, secondo Berlusconi, a Milano "c'è un bisogno drammatico di cambiamento" soprattutto nelle periferie. A suo avviso c'è un "problema di sicurezza e di degrado", ma anche la necessità di nuove politiche verso gli immigrati che finora "non sono state efficaci".

Secondo Mariastella Gelmini, coordinatrice in Lombardia di Forza Italia, quello di Pisapia è stato "un grande fallimento. Si è presentato come l'artefice della rivoluzione arancione, in realtà nelle periferie ha particolarmente deluso", soprattutto perché i temi delle "case occupate, della sicurezza, dell'immigrazione, dell'integrazione" non sono stati affrontati in maniera adeguata. "C'è un grande malcontento tra i milanesi - ha aggiunto - e quindi Berlusconi ha scelto di visitare alcune periferie per rappresentare la volontà di Forza Italia di stare in mezzo alla gente, di non calare con arroganza ricette dall'alto ma di immedesimarsi nella vita quotidiana delle persone".