Milano, 15 febbraio 2016 - La Procura di Milano ha chiuso le indagini su due ex direttori generali di Atm (Azienda Trasporti Milanesi) accusati di omicidio colposo e lesioni gravi in relazione alla morte di 6 persone e alla malattia di altre 2 per non averli 'protetti' dalla presenza di amianto nella metropolitano di Milano. Tra le persone decedute figurano un autista dipendente dell'Atm, un elettricista, un meccanico addetto alla riparazione degli autobus. Gli indagati sono Elio Gambini, dg dell'azienda tra il 1988 e il 1995, e Roberto Massetti che ha ricoperto lo stesso incarico tra il 1995 e il 2001. Nei prossimi giorni il pm Maurizio Ascione chiederà il loro rinvio a giudizio. 

Per tutti i deceduti, il pm sostiene che gli indagati non abbiano osservato "la normativa di sicurezza - igiene del lavoro in tema di amianto, non impedendo la sua presenza fino agli anni '90 in maniera massiccia e in differenti tipologie, non informando il lavoratore sui relativi rischi ne' impedendo manutenzioni - lavori suscettibili di importanti rilasci di fibre, non gestendo adeguatamente i residui quali ulteriori fonti di rilascio, non impedendo che a causa dell'intenso traffico le fibre rimanessero in sospensione, assenti i filtri nelle camere di ventilazione e venissero immesse in ambienti di vita". Inoltre, non avrebbero "curato la manutenzione dei tetti in eternit ne' disposto la pulizia in sede degli abiti di lavoro". Le indagini era scattate nel 2012 dopo la segnalazione di alcune morti per mesotelioma da parte dell'Asl di Milano.