«Il portico dell’Elefante nel cortile ducale del Castello Sforzesco, in una campana di vetro, all’aperto». Questa la proposta dell’assessore comunale alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory per la Pietà Rondanini . Un'altra soluzione potrebbe essere quella della Sala delle Asse: la parola ai nostri lettori
Milano, 30 giugno 2009 - TRASLOCO IN VISTA per la Pietà Rondanini. Il capolavoro di Michelangelo Buonarroti potrebbe trovare presto una nuova collocazione: «Il portico dell’Elefante nel cortile ducale del Castello Sforzesco, in una campana di vetro, all’aperto». Questa la proposta dell’assessore comunale alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory. Proposta artisticamente assai innovativa. Sì, perché dagli anni Cinquanta la Pietà, scolpita nel 1564, è posta nella Sala degli Scarlioni al Castello Sforzesco, in un allestimento firmato dallo studio Bbpr che tante polemiche ha provocato negli ultimi cinquant’anni. Questione di gusti. Ma non solo. Perché la sistemazione sotterranea della Pietà Rondanini — come dimostrato da una recente inchiesta del Giorno — rende problematica la fruizione dell’opera ai disabili, a causa dei 12 scalini che bisogna percorrere prima di arrivare alla Pietà.
«L’ALLESTIMENTO non mi piace, è claustrofobico — va all’attacco Finazzer Flory —. Il principio che lo ispira manca l’obiettivo. Si voleva offrire uno spazio sacro, un luogo per riflettere e per meditare. L’obiettivo era separare la Pietà per creare una nicchia. Ma gli architetti che hanno pensato l’allestimento hanno separato troppo l’opera. È quindi mio interesse rivederne la collocazione». L’assessore, come detto, ha già in mente una sistemazione alternativa per la scultura michelangiolesca: il portico dell’Elefante nel cortile ducale del Castello Sforzesco. All’aperto. «Voglio fare un gioco con i lettori del Giorno — afferma Finazzer Flory —. Immaginatevi l’opera di Michelangelo in una corte esterna, collocata in una campana di vetro, con giochi di luci, di suoni e con un programma didattico di grande qualità. Avrebbe maggiori o minori visitatori?». Il responsabile della Cultura di Palazzo Marino una risposta se l’è già data. E ha appena sottoposto il caso della Pietà Rondanini a David Chipperfield, uno dei due architetti che stanno curando la ristrutturazione del Castello Sforzesco: «Ne ho parlato con l’architetto inglese e anche lui è d’accordo. A breve ci rivedremo per parlare in maniera più approfondita della ricollocazione dell’opera di Michelangelo. L’obiettivo è quello di valorizzare i nostri capolavori». L’operazione perseguita da Finazzer Flory è certamente coraggiosa, perché l’allestimento Bbpr è ancora considerato da molti addetti ai lavori una pietra miliare. Ma non da tutti. Il sovrintendente ai Beni architettonici, Alberto Artioli, interpellato dal Giorno la settimana scorsa, sposa l’esigenza di cambiamento: «Condivido l’opinione di chi vede la Pietà, così esposta, come compressa nelle sue potenzialità». Un’opinione, peraltro, non nuova. Alcuni anni fa proprio il Comune lanciò un concorso di idee per trovare una nuova sistemazione al capolavoro di Michelangelo. Nulla cambiò. Ora, a far traslocare la Pietà dalla Sala degli Scarlioni, ci riprovano Finazzer Flory e Chipperfield. Che il portico dell’Elefante sia veramente il posto giusto per valorizzare in tutta la sua bellezza il capolavoro di Michelangelo?
di MASSIMILIANO MINGOIA
In piazza del Cannone, accanto al Castello Sforzesco, è iniziato il tour estivo di un noto marchio di birra italiana. Musica, balli, cinema sotto le stelle, e per i più coraggiosi, c'è la possibilità di godersi un aperitivo a 25 metri di altezza. Infatti, dalle 18.30 alle 22.30, è pronta a partire una mongolfiera, dalla quale si potrà ammirare Milano, sorseggiando una freschissima birra.