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MICHAEL JACKSON/ LA VEGLIA A MILANO

"Sono viva grazie a lui"
Lacrime e fiori per Jacko

Poster, mille candele, messaggi e qualche fiore. Così i fans milanesi hanno salutato sabato davanti il Castello Sforzesco e agli sguardi stupiti dei turisti, Michael Jackson. Una sorta di veglia funebre, organizzata via internet, con un tam multimediale, che per un paio d’ore ha richiamato decine e decine di fan in lacrime, "Solo i fan - spiegano - possono capire quello che Michel era per noi».

di Serena de Simone

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Milano 28 giugno 2009 - Tanti poster adagiati sulla strada, mille candele, messaggi e qualche fiore. Così i fans milanesi hanno salutato ieri, davanti il Castello Sforzesco e agli sguardi stupiti dei turisti, Michael Jackson. Una sorta di veglia funebre, organizzata via internet, con un tam multimediale, che per un paio d’ore ha richiamato decine e decine di fan in lacrime, con maglietta «d’ordinanza», bandiere con l’immagine dell’artista scomparso usate come mantelli, poi candele, fiori e biglietti d’addio. Abbracci commossi ed esibizioni di aspiranti ballerini. «Solo i fan - spiegano - possono capire quello che Michel era per noi».

Appunto: chi era realmente la pop star degli anni ‘80? «Un grande della musica – ha detto Delia, una fan – questo era Michael. L’uomo che ha fatto tanto per tanti, ma che non sempre è stato compreso. Gli invidiosi hanno usato il suo amore per i bambini al fine di denigrarlo, mentre lui cercava solo di ritrovare la sua infanzia. Era eclettico, profondo e con una grande capacità in tutto quello che faceva».
Saranno stati più di cento i fans riuniti davanti il castello; adolescenti, adulti, trentenni e anche bambini accompagnati dai genitori. Tantissime le lacrime versate, i fazzoletti consumati e gli occhiali scuri indossati per nascondere il dolore. Come se Jackson fosse stato l’amico di sempre, il compagno di banco. Qualcuno giura che il cantante abbia rappresentato molto di più di un semplice fratello. «Mi ha aiutata a superare un momento difficile – ha detto Debora tra le lacrime -. Avevo deciso di farla finita e le sue canzoni mi hanno salvata. Andrò al suo funerale perché è giusto che io ci sia. Oggi mi fa piacere ricordarlo insieme a tanta altra gente. Siamo tutti amici, anche se non ci conosciamo».


I mille abbracci, le canzoni cantate tra i singhiozzi e la disperazione letta sui volti della gente dovrebbe farci porre una domanda: può una star essere davvero così importante nella vita di una persona o il mito si crea a causa dell’enorme la fragilità umana? «Michael era il più grande degli eroi – ha spiegato Gabriele -. Sono tredici anni che ascolto le sue canzoni, ho fondato un fans club. Lui era ispirazione, sogno, realtà. Ha denunciato la situazione di crisi ambientale ben prima dei potenti, già nel ‘97, ha odiato la guerra senza che all’epoca ce ne fosse una, ha criticato Bush quando il mon sociale e questo dobbiamo ricordare di lui. Avevo do non sapeva ancora chi fosse. Era impegnato nelcomprato mesi fa il biglietto per il suo concerto. Mi dispiace non poterci andare, ma in fondo ai suoi concerti io ci sono già stato. Mi rammarico ancora di più per tutti coloro che speravano in quest’occasione per conoscerlo e invece non lo vedranno mai».


«Sono qui per commemorare non un cantante ma Il cantante – ha aggiunto Elisa – sono cresciuta con le sue canzoni e a stento riesco a parlare. E’ stato un martire perché troppi lo hanno sfruttato e pochi lo hanno capito. Era una persona strana, è vero, ma un grande come lui non poteva essere di certo perfetto».

Dario e Sara, invece, raccontano di non avere più lacrime perché hanno pianto troppo ieri e stanotte. «Siamo troppo addolorati per questa perdita – hanno affermato i due ragazzi -. Nel bene e nel male Michael era un uomo eccezionale. Aveva tante personalità, ma nessuna di queste era così orrenda come spesso è stato dipinto. Lui era lo spettacolo. Qualsiasi cosa facesse era invenzione, danza, suono, parole».
Tanta gratitudine, dunque, dai fans per tutto ciò che il re del pop ha fatto nel mondo, ma questa non è stata l’unica manifestazione di affetto. Su Mtv, il canale televisivo dedicato alla musica, sono arrivati oltre 10mila messaggi, alla Milanesiana Morgan ha omaggiato Jackson ricordandolo con una versione di Billie Jean suonata al pianoforte e introdotta con uno strumento acustico proveniente dal Senegal.
Ora si attendono i risultati dell’autopsia del cantante e poi i funerali e sono già tanti i giovani che hanno deciso di raggiungerlo per l’ultimo saluto.

di SERENA DE SIMONE

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