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L'IDENTIFICAZIONE

Rifugiati: notte in strada e mattina in caserma

Prosegue l’odissea dei rifugiati etiopi ed eritrei che da tre giorni vagano per Milano. Dopo aver passato la notte in strada, questa mattina sono stati trasferiti nella caserma della polizia di via Barrella, a Quarto Oggiaro, periferia nord della città, dove gli agenti stanno procedendo all’identificazione

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I rifugiati portati in caserma per l'identificazione (Foto Prisma) Milano, 23 aprile 2009 - Prosegue l’odissea dei rifugiati etiopi ed eritrei che da tre giorni vagano per Milano. Dopo aver passato la notte in strada, questa mattina sono stati trasferiti nella caserma della polizia di via Barrella, a Quarto Oggiaro, periferia nord della città, dove gli agenti stanno procedendo all’identificazione: fotosegnalamento, presa di impronte digitali e verifica dei documenti.

 

La giornata di ieri era proseguita con un sit in durato ore in piazza San Babila, e il rifiuto dell’offerta del Comune che aveva proposto al gruppo, ancora una volta, di passare la notte nei dormitori.

 

"Se alle sette di mattina dobbiamo trovarci di nuovo in strada perchè i dormitori all’alba chiudono - ripetevano i rifugiati - per noi il problema non è risolto".

 

Ieri sera la situazione sembrava essersi sbloccata intorno alle 21 e 30 quando una struttura della Curia in via Saponaro aveva offerto una 90ina di posti letto. I migranti hanno prima accettato, poi quando è stato loro spiegato che si trattava di un dormitorio hanno deciso di passare, per il secondo giorno di fila, la notte all’aperto lungo i bastioni di Porta Venezia.

 

Questa mattina è arrivata dalla Questura la decisione di procedere ad una nuova identificazione. Circa 100 rifugiati accompagnati da un rappresentante delle Nazioni Unite e da alcuni esponenti della società civile, sono stati trasferiti in caserma.

Fonte AGI










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