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L'OMICIDIO A CHINATOWN

Cinesi, è scoppiata una guerra di mafia
L'uomo "giustiziato" era un boss a Torino

Non è stata una rissa ma un vero e proprio regoolamento di conti. Un morto e quattro feriti a colpi di machete per colpire un boss della malavita cinese di Torino. E' questo che sta emergendo dall'inchiesta sulla spedizione punitiva avvenuta l'altra notte al Parenthesis di Milano

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Polizia (foto Germogli) Milano, 25 febbraio 2009 - Non è stata una rissa, ma un vero e proprio regoolamento di conti. Un morto e quattro feriti a colpi di machete per colpire un boss della malavita cinese di Torino. E' questo che sta emergendo dall'inchiesta sulla spedizione punitiva avvenuta l'altra notte al Parenthesis di Milano e conclusasi con l'uccisione di Limin Hu, 22 anni.


"Le prime indagini sull'efferata spedizione punitiva a colpi di machete conferma quanto avevamo denunciato. Ovvero che è in corso una guerra tra bande criminali cinesi che rischia di propagarsi come una metastasi in tutta Milano e che addirittura allunga le propaggini in altre città del Nord. Una pericolosa ragnatela costruita anche grazie a comportamenti omertosi. Mi auguro che la magistratura vada fino a fondo in questa indagine perché sospetto che ci troviamo di fronte a una vicenda per la quale basta tirare un filo per scoperchiare tante cose". Così il vice sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato.ieri.

La mafia cinese espande i suoi tentacoli, anche fuori Milano, verso altre comunita' a Brescia, Torino, Cuneo,
Prato, Mantova fino a Roma. Perche' quello che accade a Chinatown non avviene mai per caso e non e' mai slegato dagli equilibri che intercorrono con le altre chinatown.


La spedizione punitiva di martedi' notte e' legata al duplice omicidio avvenuto per la strada, nel cuore del Quartiere cinese, il 27 aprile 2007. Il ragazzo ucciso in discoteca infatti, Limin (alias Libin) Hu, era amico di una delle due vittime di quell'esecuzione, Wei Zhou, 20 anni, quello dei due che era stato gia' gravemente ferito a una spalla a colpi di mannaia il 24 settembre 2003, quando aveva solo 16 anni. Il giovane cercava di affermarsi come boss dello spaccio nelle discoteche etniche.


Per quel duplice omicidio sono stati arrestati e condannati due cinesi. Ma un altro cinese, ritenuto a sua volta implicato, e che non era stato mai trovato, si sospetta sia lo stesso uomo che ha partecipato, con altri tre complici, all'omicidio del titolare del ristorante cinese 'la Cascata' di Sesto S.Giovanni (Milano), il 30 dicembre del 2006. Dei quattro rapinatori, due sono stati assicurati alla giustizia. Ma lui manca. L'episodio di Sesto, secondo i rilievi scientifici, sarebbe collegato ad alcuni coltelli e spade trovati in un paesino del Cuneese, Barge. Ma quell'indagine e' a sua volta legata a una banda sgominata a Torino, che era stata trovata in possesso di pistole, coltelli e munizioni. E tra gli arrestati, nel dicembre del 2006, c'era, guarda caso, Limin Hu, allora diciannovenne, gia' ritenuto il capo della gang torinese.


In particolare, il 6 dicembre 2006, la polizia torinese arresto' quattro cinesi e ne denuncio' altri quattro, minorenni, con l'accusa di detenzione di armi. Alla banda gli agenti arrivarono indagando sull'omicidio di un giovane cinese, Zuojia Qiu, 25 anni, accoltellato anche lui fuori da una discoteca. Per quel fatto vennero arrestati due cinesi di 22 e 25 anni. Uno risiedeva a Barge (Cuneo), dove vennero trovati i coltelli legati agli altri episodi.


E altri coltelli e machete sono stati trovati, a Milano, proprio martedi' sera, sotto l'auto di un cinese fuori dalla discoteca dove c'e' stata la spedizione punitiva. Non si sa ancora se siano quelli dell'omicidio (pare di no) ma per un'altra coincidenza il proprietario della vettura e' un cinese che frequenta la zona Bovisa, dove due giorni fa, quello prima dell' aggressione in discoteca, e' stato gravemente ferito un altro giovane cinese.
 










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