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Maxi inchiesta sui rimborsi gonfiati
Al Galeazzi 'piovono' 30 avvisi di garanzia

I provvedimenti scattati nell’ambito di un’indagine che ipotizza la falsificazione di cartelle cliniche per ottenere rimborsi ‘gonfiati' dal Sistema sanitario regionale. Le Fiamme Gialle hanno sequestrato circa 2milioni di euro

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Guardia di finanza (foto Germogli) Milano, 5 febbraio 2009 - La Guardia di Finanza di Milano sta notificando una trentina di avvisi di garanzia a medici e dirigenti dell’ospedale ‘Galeazzi' di Milano, nell’ambito di un’indagine che ipotizza la falsificazione di cartelle cliniche per ottenere rimborsi ‘gonfiati' dal Sistema sanitario regionale.

 

Inoltre, le Fiamme Gialle hanno sequestrato circa 2milioni di euro, su disposizione del Pm, Sandro Raimondi. La struttura sanitaria ‘Galeazzi' risulta indagata per violazione della Legge 231 del 2001, che prevede la responsabilità delle aziende per non aver impedito la commissione dei reati da parte dei propri dipendenti.

 

Sono stati inviati dalla Procura anche cinque inviti a comparire ad altrettanti indagati, tra i quali il presidente Giuseppe Rotelli, in relazione all’emissione di eventuali misure interdittive. Tra i reati contestati quelli di truffa e falso.

 

Il procedimento conclusosi oggi ha origine dall’esposto presentato nel luglio 2004 da un sacerdote di Vigevano che nel settembre 2002 era stato sottoposto a un intevento di “sostituzione valvolare aortica”.

 

Nell’esposto aveva precisato di essere stato ricoverato con l’indicazione di intervento chirurgico sulla base di documentazione redatta dall’ospedale di Vigevano. Tuttavia, aveva poi scoperto durante gli accertamenti post operatori che all’Humanitas, prima dell’operazione, gli erano stati fatti altri esami tra cui un’ecocardiografia di cui non era stato informato. In seguito a successive visite specialistiche, aveva poi appurato che “detti esami prospettavano, invero, un’indicazione diversa da quella chirurgica”.

 

Davanti al gup si sono costituiti parte civile tutti i pazienti e gli eredi delle due presunte vittime. Era stata rigettata invece l’istanza di costituzione del presidente dell’Avis, Ermanno Pozzoni, che aveva chiesto di intervenire perché a suo avviso dagli “interventi chirurgici non necessari descritti nella richiesta di rinvio a giudizio, sono conseguiti gravi danni all’Avis comunale di Milano consistiti nello spreco delle sacche di sangue utilizzate e nel danno morale subito”.

 

Lo scorso 18 dicembre i pm avevano rinnovato le richieste di condanna (la precedente era a 5 anni e 4 mesi di carcere per Gallotti) all’esito della perizia disposta da Pellegrino lo scorso 28 aprile invece di emettere la sentenza.

L’avvocato Marco De Luca, per conto dell’Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano nazionale, sottolinea in una nota che “Rispetto alle contestazioni e sequestri iniziali di oltre 90.000 cartelle l’ipotesi accusatoria è stata drasticamente ridotta a poche centinaia di cartelle”.  ”Contestiamo comunque ogni addebito in radice, ritenendo di aver agito - prosegue il legale - nel più assoluto rispetto delle regole anche in questa ipotesi drasticamente ridotta rispetto a quella iniziale di contestazione e sequestro di oltre 90.000 cartelle”.
 

Quanto all’avviso di garanzia inviato al proprietario della struttura sanitaria, Giuseppe Rotelli, l`ufficio stampa precisa che non c`è alcuna richiesta di provvedimento di invito a comparire o di interrogatorio, o di alcun provvedimento di qualunque natura a suo carico, ma si tratta di una duplicazione di una informazione di garanzia già fatta a suo tempo.
 

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