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LO SCONTRO SUI DECIBEL

Springsteen dice no a san Siro
E' di nuovo scontro sui concerti

Il boss rinuncia al concerto al Meazza. L'assessore Terzi: "Pronta la denuncia contro i cittadini anti-rock". Il comitato replica: "Dice falsità". In arrivo Depeche Mode, U2 e Madonna

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Bruce Springsteen Milano, 23 gennaio 2009 - "Stavolta li denunciamo". È infuriato, Giovanni Terzi. La rinuncia di Bruce Springsteen all’ormai classico concerto estivo nello stadio di San Siro non va proprio giù all’assessore comunale al Tempo libero.

 

E così Terzi si scaglia contro i cittadini del Comitato SanSiroVivibile, rei — secondo l’assessore — di aver allontanato il Boss dalla Scala del calcio, anzi dalla "Scala del rock", mentre il rocker americano sarà accolto a braccia aperte a Roma, Torino e Udine per i concerti che si svolgeranno dal 19 al 23 luglio. "Mi sono consultato con l’Avvocatura comunale — spiega Terzi —. Ci sono gli estremi per una denuncia nei confronti dei 46 cittadini del Comitato anti-rumore e anti-concerti. L’accusa? Aver leso l’immagine di Milano".

 

Per capire le ragioni della dura presa di posizione di Palazzo Marino, però, bisogna fare un passo indietro. Al 25 giugno dell’anno scorso, quando Springsteen sbarcò al 'Meazza' per un concerto che i suoi fan hanno definito "memorabile".

 

Entusiasmo alle stelle, in quella serata estiva, tanto che il Boss decise di suonare oltre l’orario consentito, le 23.30. Ventidue minuti in più, tra bis e saluti. Uno sforamento dei tempi, e dunque dei decibel consentiti, che all’organizzatore del concerto, Claudio Trotta della Barley Arts, è costato un avviso di garanzia per disturbo della quiete pubblica.

 

Sì, avete letto bene. I dati sull’esibizione del Boss sono finiti nelle aule di giustizia. A richiamare l’attenzione della magistratura — secondo il Comune — un esposto presentato dai 46 cittadini del Comitato SanSiroVivibile. Esposto poi integrato dai dati raccolti dall’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente.

 

Una versione, quella di Palazzo Marino, contestata dal Comitato anti-rock: "Noi non abbiamo fatto alcun esposto contro i 22 minuti in più del concerto di Springsteen, è stata l’Arpa ad agire d’ufficio". Spiegazione che non fa arretrare Terzi di un millimetro.

 

L’assessore, anzi, aggiunge: "L’amministrazione comunale non può che stare dalla parte dei cittadini che amano la musica, dei promotori dei concerti e degli artisti. Le prese di posizione del Comitato sono ideologiche e pretestuose. Ricordo che stiamo parlando di tre o quattro concerti all’anno. E che su 46 cittadini che hanno presentato l’esposto, dieci abitanti di via Dessiè hanno pure usufruito gratis dei biglietti dei concerti messi a loro disposizione dall’amministrazione".

 

Il Comune, comunque, andrà avanti per la sua strada: "Non possiamo mica morire di 'comitatismo' — afferma Terzi —. Anche quest’estate Milano avrà una grande stagione di concerti. A San Siro ci saranno i Depeche Mode (18 giugno, ndr), gli U2 (31 luglio, ndr) e con molta probabilità anche Madonna".

 

Insomma, il binomio San Siro-rock non è in discussione. Almeno per Palazzo Marino. Anche se, da più parti, viene avanzata una richiesta: la realizzazione di un impianto ad hoc per i mega-concerti, lontano dalle case e dunque lontanissimo da possibili polemiche sui decibel fuori controllo.

 

Terzi, però, non ci sta: "San Siro è uno straordinario impianto per i concerti rock. Basti pensare che lo stesso Springsteen ha detto che quello al Meazza è uno dei tre concerti più belli della sua carriera".

 

La Scala del rock non si tocca, fa capire l’assessore: "San Siro è come Wembley. Entrambi sono impianti realizzati per il calcio, ma hanno ospitato eventi musicali entrati nella storia".

di Massimiliano Mingoia










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