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LA VICENDA ALITALIA

Ok da AirFrance, Lufthansa non cede
Spunta la norma 'salva-Malpensa'

La compagnia tedesca potrebbe presentare un'offerta, ma il gruppo franco-olandese ha già dato il suo avallo alla partnership. Cesa: "Vicenda disastrosa". L'ex premier: "Tutto sulle spalle degli italiani"

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  Umberto Bossi e Silvio Berlusconi Milano, 9 gennaio 2008 - Lufthansa non getta la spugna nella corsa ad Alitalia e fa sapere che potrebbe ancora presentare un’offerta per un’alleanza con la compagnia italiana. Il gruppo tedesco è venuto parzialmente allo scoperto oggi, con una dichiarazione della propria portavoce, secondo cui "non siamo fuori dalla competizione. I contatti continuano e sono in corso anche in queste ore. Abbiamo presentato una proposta di collaborazione nel quadro di StarAlliance, non un’offerta, ma la possibilità di presentare un’offerta c’è ancora".


All’uscita di Lufthansa fa da contraltare l’inaspettato silenzio di Air France, il cui consiglio di amministrazione dovrebbe oggi definire formalmente l’offerta da presentare ad Alitalia. La compagnia francese ha reso noto che non sono previsti comunicati in merito e non vi saranno anticipazioni, in attesa del cda di Alitalia, slittato al 12 gennaio.


 

IL DIBATTITO POLITICO

Prosegue intanto il dibattito politico sulle strategie di Alitalia e sulla sorte dell’aeroporto di Malpensa. Oggi è intervenuto il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, secondo cui il governo non intende ridimensionare lo scalo milanese. Mentre la scelta del partner - ha proseguito - è di competenza di Alitalia, si potrebbe intervenire sulla rinegoziazione dei diritti di volo: "Si può riaprire una rinegoziazione dei diritti di volo - ha detto - non lo escludo, il governo sta cercando soluzioni".


Per la Lega è sceso in campo il sottosegretario dello stesso dicastero dei Trasporti, Roberto Castelli, che sottolinea come Malpensa è un problema che riguarda l’intero ‘sistema Paesè: "Il Paese ha perso 2,8 miliardi di Pil per tutti i passeggeri persi da Malpensa e non recuperati da Fiumicino. È interesse di tutti cercare di valorizzare Malpensa e riportarla sui livelli di traffico precedenti all’abbandono dello scalo da parte di Alitalia. Bisogna vedere se ciò può accadere con Alitalia o se si dovrà aprire a nuove compagnie che vogliono volare su Malpensa, con accordi bilaterali fra i governi. Ci sono 25-30 paesi che ci hanno chiesto di volare su Malpensa".


Sul fronte del Nord, il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, ha annunciato che invierà al premier Silvio Berlusconi una lettera-manifesto, chiedendo tra l’altro che il governo assuma l’impegno di garantire l’operatività del servizio cargo, che dovrebbe essere dismesso da Alitalia, in attesa che si trovi un acquirente. Dure critiche sono state esprese anche dal presidente di Assolombarda, Diana Bracco.


 

ANCORA DISAGI A FIUMICINO

Nel frattempo proseguono all’aeroporto di Fiumicino proteste e assemblee improvvisate, dopo che ieri l’agitazione degli addetti all’handling ha causato la cancellazione di 135 voli.
Oggi tocca agli addetti all’attività di manutenzione e ai lavoratori cargo, con le merci che non vengono movimentate, mentre i disagi per i passeggeri sono limitati ad alcuni ritardi. Il sindacato Sdl infine ha occupato gli uffici dove si svolgono le pratiche di assunzione della nuova Alitalia.

 

IL VIA LIBERA DI AIR FRANCE

Via libera di Air France - Klm all’accordo con Alitalia. Il Cda del gruppo franco-olandese, che si è riunito oggi alle 11 e che è durato circa due ore, secondo quanto apprende l’Adnkronos, avrebbe dato il suo avallo all’accordo che dovrà essere approvato dal consiglio di amministrazione di Alitalia previsto per lunedi. L’accordo di partnership tra Air France - Klm e Alitalia, dunque potrebbe essere ufficializzato già lunedì sera o più probabilmente martedì.


L’intesa dovrebbe portare il gruppo guidato da Jean-Cyril Spinetta e Pierre-Henri Gourgeon a rilevare una quota intorno al 25% della Nuova Compagnia per un esborso complessivo di circa 310 milioni di euro. Cifra che comunque, secondo quanto si apprende da fonti vicine al dossier, non sarebbero ancora quelle definitive ma che potrebbero subire lievi ritocchi.


L’accordo, inoltre, prevederebbe un diritto di prelazione per Air France - Klm, ma anche per gli altri azionisti della Nuova Alitalia, sull’eventuale cessione di quote attualmente detenute dagli altri soci della Nuova compagnia dopo il periodo di ‘lock up’. Le quote, infatti, non potranno essere cedute dai soci prima di un periodo di 5 anni. Per quanto riguarda la governance, che fino all’ultimo è stato oggetto di discussioni, l’intesa prevederebbe un metodo "sofisticato".

 


PRODI: SVENDITA UMILIANTE

La parlamentare Pd Sandra Zampa, in una dichiarazione diffusa come portavoce di Romano Prodi, definisce “una svendita umiliante” quella di Alitalia compiuta dal Governo Berlusconi, invitando il portavoce di Forza Italia Daniele Capezzone a confrontare le cifre delle offerte Air France fatte al Governo Prodi e a all’attuale esecutivo, tramite Cai.


”Nonostante l’evidenza Capezzone - afferma la portavoce di Prodi- persiste nell’errore e finge di non sapere, nella speranza che il suo vuoto di memoria cambi lo stato delle cose. Ribadisco che l’accordo raggiunto da Air France con il governo Prodi prevedeva il pagamento di un miliardo di euro con l’impegno di assumersi tutti i debiti della compagnia di bandiera. Senza dimenticare gli altri 5 miliardi tra investimenti e aumento di capitale nella fase successiva alla vendita”.


"Con l’accordo attuale, invece, gli italiani si ritroveranno sulle spalle 2 miliardi di debiti e il pagamento degli ammortizzatori sociali per i 5 mila dipendenti in esubero. Consiglio all’onorevole Capezzone di fare due conti - conclude Zampa -: capirebbe immediatamente quale governo si è reso responsabile di una svendita umiliante”

 

CESA: VICENDA DISASTROSA

"È paradossale che sulla vicenda Alitalia la Lega fino a pochi giorni fa abbia appoggiato la cordata Cai mentre oggi la critica”, dichiara dal canto suo Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell’Udc.
”La questione - prosegue - non riguarda solo Malpensa, ma tutti gli aeroporti italiani e soprattutto quelli del sud che si sono visti tagliare numerosi collegamenti. Peraltro l’operazione è costata agli italiani 3 miliardi di Euro e 7 mila cassintegrati. Siamo di fronte a una vicenda disastrosa che il Governo deve venire a spiegare in Parlamento”.

 

EMENDAMENTO 'SALVA' MALPENSA

I ministeri delle Infrastrutture e degli Esteri promuoveranno accordi bilaterali nel trasporto aereo per ampliare il numero di vettori ammessi a operare sulle rotte nazionali, internazionali e intercontinentali, o per ampliare la frequenza dei voli. Lo prevede un emendamentodei relatori al decreto legge anticrisi, di carattere generale ma evidentemente già ribattezzato 'salva' Malpensa. Il governo avrà 30 giorni dall’approvazione del decreto. Nelle more degli accordi, l’Enac rilascerà ai vettori che lo chiederanno autorizzazioni temporanee per almeno tre stagioni Iata. L'obiettivo - si legge nel testo - è "assicurare il mantenimento dei livelli occupazionali".










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Milano, l'esercito spala la neve (Foto Marmorino/Newpress)

Armato di pala
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