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IL VERTICE CON BERLUSCONI

Malpensa, giorno nero del Nord

L'incontro romano non risolve i nodi del partner Alitalia per Malpensa. La Lega non molla su Lufthansa, la Moratti esce con la faccia scura

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La Moratti con i leghisti da Berlusconi (Foto da Milano, 9 gennaio 2009 - E uscirono tutti infelici e scontenti. La Lega, anzitutto, con il suo stato maggiore al gran completo, Umberto Bossi in primis, ma anche Roberto Calderoli, Roberto Maroni, Roberto Castelli e Roberto Cota. Tutti riuniti all’ora di pranzo a Palazzo Grazioli, residenza romana del premier, per discutere insieme a Berlusconi e al ministro delle Infrastrutture di An, Altero Matteoli, sul futuro di Malpensa.

 

In un’altra stanza, ma il tema era lo stesso, i vertici di Cai Roberto Colaninno e Rocco Sabelli e i sindaci di Milano e Roma, Letizia Moratti e Gianni Alemanno. Dopo l’incontro tutti se ne vanno con qualche motivo di amarezza e di irritazione. Due ore di vertice sui nodi più inestricabili della nuova Alitalia, in testa la scelta del partner internazionale e il futuro dello scalo. Due ore di vertice al termine del quale Umberto Bossi va via senza rilasciare dichiarazioni ma riassume per iscritto in cinque punti la posizione ufficiale della Lega, per la quale la partita su Lufthansa non è ancora chiusa.

 

Il senatur sottolinea di aver riscontrato nel presidente del Consiglio "la volontà di affrontare e di risolvere il problema di Malpensa. È evidente - insiste Bossi - che chi pensa di far operare una compagnia aerea senza considerare Milano come un hub è destinato al fallimento e al ripetersi degli errori di Alitalia". La coperta è corta. E se il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, torna a chiedere di non penalizzare Fiumicino, il ministro Matteoli mette la pietra tombale sulla questione, spiegando che "se non arriva un offerta di Lufthansa, è chiaro che non c’è alternativa ad Air France-Klm", pur ribadendo che nella maggioranza sono tutti "d’accordo sul fatto che non possiamo penalizzare Malpensa".

 

E se la Lega ora sa avere una cambiale in più da passare all’incasso, quando si parlerà davvero di federalismo, il sindaco Moratti esce con la faccia scura, senza rilasciare dichiarazioni, mentre il governatore Formigoni, rimasto al Nord, tenta di mimare un minimo di aplomb.. "Non vedo novità", azzarda, dopo avere scoperto dalla tv che né lui né Penati erano stati invitati a Roma, come del resto i due omologhi presidenti di Regione e provincia romani.

 

"L’elemento positivo è il riconfermato impegno di Berlusconi a favore dello sviluppo di un sistema aereo italiano che garantisca tutto il Paese, in particolare a favore di un forte sviluppo degli aeroporti del Nord, me lo ha confermato lui stesso al telefono, insieme ad alcune ipotesi nuove e positive a cui sta lavorando". Ma la delusione è palpatile.

 

Formigoni è convinto che "bisogna continuare a lavorare per tenere aperte e allargare lo spiraglio su Lufthansa e per far capire a Cai che è anche suo interesse un impegno e una presenza forte, sugli aeroporti del Nord e su Malpensa, una presenza più forte di quella che il piano industriale finora noto prevede". E se il Pd lombardo parla di tanto fumo e niente arrosto" al vertice , e di "giornata nera per la Moratti", anche in vista dell’Expo, la Camera di Commercio difende lo scalo: "se la limitazione dei voli proseguirà, il calo di fatturati sarà di 4 miliardi di euro all’anno e saranno a rischio 56mila posti di lavoro".

di Enrico Fovanna










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