Approvati principalmente i progetti per il Sud. La Moratti sollecita il finanziamento di 2,3 miliardi e il ministro Matteoli sottoscrive. Penati attacca: "Evento a rischio"
Milano, 19 dicembre 2008 - Per ora ci sono le informazioni, le richieste e le indicazioni. Per i soldi bisognerà aspettare ancora. E sperare che arrivino. Questo il bilancio, in chiave Expo, della riunione del Cipe di ieri. Il Comitato interministeriale per la programmazione economica si è occupato di infrastrutture e di finanziamenti: ha deliberato una prima assegnazione di 7,3 miliardi di euro al Fondo Infrastrutture, l’85 per cento dei quali destinati al Mezzogiorno, con l’aggiunta di 2,3 miliardi previsti dal decreto anticrisi e di 7 miliardi di risorse private e project financing. In tutto, dunque, 16,6 miliardi di investimenti finanziati.
E milano? E l’Expo? La cronaca dice che nel corso della riunione il commissario governativo per l’Expo, Letizia Moratti, ha illustrato lo stato di avanzamento delle opere da realizzare entro la fine del 2014 e ha indicato i progetti da approvare nel 2009, con relativo fabbisogno finanziario. In altre parole la Moratti ha presentato una informativa nella quale si chiede la condivisione politica dell’impegno a stanziare 2,3 miliardi di euro, ancora mancanti, a copertura delle infrastrutture connesse all’esposizione.
A questo punto - assicurano fonti vicine agli ambienti Expo - "come previsto dall’ordine del giorno della seduta" non c’è stata alcuna deliberazione da parte del Comitato, che ha recepito anche una nota del ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli in piena coincidenza con le richieste della Moratti, tanto che il ministro ha deciso di mettere agli atti la propria relazione senza neppure leggerla. Fin qui la cronaca. Quello che resta sono le interpretazioni.
Chiarissima e assolutamente negativa quella di Filippo Penati. "Il Cipe - ha commentato il presidente della Provincia - ha stanziato gli ultimi fondi del 2008 per gli investimenti e non c’è neppure un euro per Expo. Il governo sull’Expo è latitante. Così si rischia davvero di mettere in discussione la manifestazione". Da qui la conferma della richiesta già avanzata nei giorni scorsi: "Il Governo venga subito a Milano e dica con chiarezza quanti soldi mette per Expo 2015".
E sulla medesima linea si muove l’assessore provinciale Paolo Matteucci che sottolinea anche come "alle Regioni del nord sia stato assegnato soltanto il 15 per cento dei 7,3 miliardi stanziati", vale a dire "un miliardo da dividersi per le infrastrutture da realizzare".
Due soli gli antidoti a questa visione pessimistica. Il primo è offerto da chi invita a non dimenticare che le richieste presentate ieri riguardano il 20 per cento delle opere legate all’Expo, dopo che l’80 per cento ha già ottenuto il via libera. Il secondo punta sulla considerazione che la mancanza di deliberazioni fosse prevista dall’ordine del giorno della riunione. In questo caso però resta da chiedersi perché nei giorni scorsi illustri fonti istituzionali avevano annunciato la riunione di ieri come fondamentale per lo sviluppo della vicenda.
In realtà - secondo il racconto di alcuni partecipanti al tavolo - sarebbe stato il ministro Tremonti a far valere le ragioni del rigore, resistendo alle pressioni dei colleghi che chiedevano via libera per altre risorse. Un no, che, nel caso delle richieste della Moratti, sarebbe però stato condito con qualche rassicurazione.
di Giorgio Guaiti
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