Confermate 14 condanne a quattro anni di reclusione per altrettanti imputati accusati di devastazione, incendio e resistenza a pubblico ufficiale per gli episodi dell'11 marzo 2006. Non è stata accolta la tesi del pg Montagna
Milano, 27 novembre 2008 - Condanne confermate per i militanti dei centri sociali milanesi, accusati di aver preso parte agli scontri che avvennero in Corso Buenos Aires l’11 marzo del 2006, durante una manifestazione antifascista non autorizzata, organizzata in risposta ad un corteo dell’estrema destra. La Prima Sezione penale della Cassazione ha infatti confermato 14 condanne a quattro anni di reclusione per altrettanti imputati accusati di devastazione, incendio e resistenza a pubblico ufficiale, nonchè la condanna a quattro mesi per un imputato accusato di porto d’arma impropria.
Il collegio degli ermellini non ha dunque accolto la tesi del pg Alfredo Montagna che, nella requisitoria di questa mattina, aveva sollecitato l’annullamento con rinvio delle condanne per devastazione, ritenendo insufficienti le prove a carico degli imputati. Per il Pg, anche la condanna a quattro mesi inflitta ad un solo imputato, andava rivista limitatamente alla mancata cocnessione della sospensione condizionale della pena. La Suprema Corte, dunque, ha confermato in toto la sentenza della Corte d’Appello di Milano del 12 novembre dello scorso anno. Si erano costituiti parti civili nel processo il Comune di Milano, i Ministeri dell’Interno e della Difesa.
Fonte Agi
Il feretro è il simbolo della protesta dei lavoratori dei cimiteri, che hanno scioperato contro il progetto di creare un'azienda speciale con cui esternalizzare tutti i funerali. Sulla bara si legge: "Qui vorrebbero far riposare il settore servizi funebri’’