L'ex patron del gruppo di Collecchio in aula a Milano. "Io non ho mai ideato nè ho mai avuto consapevolezza di quella che è stata definita come la grande truffa ai danni dei risparmiatori"
Milano, 17 novembre 2008 - “Mai ho avuto la consapevolezza di aver ideato la grande truffa”. Lo ha detto l’ex patron di Parmalat, Calisto Tanzi, che ha reso dichiarazioni spontanee davanti ai giudici del Tribunale di Milano che lo processano per aggiotaggio e ostacolo alla Consob. Tanzi ha parlato anche dei soldi che diede ad alcuni esponenti politici. “Si trattò di un mio contributo alle idee oppure di un’attività di lobbing in alcuni casi”.
Tanzi ha spiegato che in relazione a questi versamenti non possiede documenti perchè si trattava di contributi dati in contanti. L’ex patron comunque ha precisato che quei versamenti furono ritenuti penalmente irrilevanti. Tanzi ha parlato anche della sua “fuga” in Ecuador spiegando: “L’Ecuador non è un paradiso fiscale da dove fare movimentazioni di denaro ma solo un luogo in cui mi ritirai per riordinare le idee prima di presentarmi davanti ai magistrati”. Per l’ennesima volta Tanzi ha spiegato: “Non esiste un tesoro di Calisto Tanzi, quello che avevo l’ho messo a disposizione per i risarcimenti”.
Difendendosi dall’accusa di aggiotaggio, l’ex titolare del gruppo agroalimentare ha ricordato: “I comunicati al mercato venivano preparati con i dirigenti delle singole banche. Bank of America non sollevò obiezioni sulle mancate iscrizioni a bilancio dei private statement”. Tanzi ha negato di essere stato reticente nella ricostruzione dei fatti aggiungendo che anche dopo il fallimento del bond nel marzo 2003 il suo gruppo venne ancora finanziato dalle banche.
LA DEPOSIZIONE
"Mi ritengo, per mie condotte dirette o per responsabilità derivanti dal ruolo rivestito moralmente e giuridicamente, responsabile del default della Parmalat, e per quanto attiene a questo procedimento, di tutte quelle condotte che riterrete costituenti reato, riferibili alla diffusione di notizie al mercato". Contiene anche delle ammissioni di responsabilità l’intervento dell’ex patron di Parmalat, Calisto Tanzi, davanti ai giudici della Prima sezione penale del Tribunale di Milano, nel processo in cui è imputato per aggiotaggio e ostacolo alle Autorità di vigilanza. I Pm Greco, Fusco e Nocerino hanno chiesto per lui una condanna a 13 anni di reclusione.
L’ex leader del gruppo di Collecchio si è anche soffermato sui suoi rapporti con i politici. "Certamente - ha detto - c’è stata da parte mia un’intensa attività di sostegno all’attività svolta dagli uomini politici e dai partiti politici, sia in Italia che all’estero. Alcuni finanziamenti costituivano una vera e propria mia esigenza di contributo alle idee, altri si concretizzavano in attività di lobbing e quindi rivolta al sostegno della Parmalat".
Quanto ai rapporti con le banche estere, Tanzi ha spiegato: "Per comprendere appieno quale fosse la mia percezione della situazione patrimoniale e finanziaria della Parmalat, che oggi comprendo essere stata distorta da un gioco di specchi, che mi faceva percepire un messaggio da parte di alcuni degli istituti di credito che operavano con Parmalat, di assoluta disponibilità a far fronte a esigenze finanziarie anche per il rimborso di interessi o restituzioni, cui le nostre casse non potevano far fronte, dovrei anche far cenno ai rapporti intrattenuti con altri istituti di credito". E, nell’accennare a queste relazioni con le banche, Tanzi ha ricordato che la Magistratura di Parma ha ipotizzato che il gruppo emiliano sia stato "vittima di usura ed estorsione".
"Mai ho immaginato che strumenti finanziari - ha continuato - riservati esclusivamente agli operatori specializzati potessero in maniera capillare finire nelle tasche di tanti privati, con una diffusione a mio giudizio imprevedibile e inimmaginabile da chiunque, al di fuori dei soggetti che avevano il potere di negoziare tali titoli».
E' scomparsa da casa a Mazara del Vallo nel 2004, ma della piccola Denise Pipitone si sono completamente perse le tracce. Ecco come sarebbe oggi, all'età di 8 anni, il volto della bambina. L'identikit è stato ricostruito dal Ris di Roma con la tecnica dell'Age Progression.