A Milano parte il processo per estorsione e tentata estorsione nei confronti del re dei paparazzi. "Mi sono letto tutte le intercettazioni e sono furibondo. Mi prenderò le mie vendette"
Milano, 22 ottobre 2008 - "Sarà un processo pesante. Non voglio solo essere dichiarato innocente ma miro a prendermi le mie vendette". Si dichiara "vittima di gelosie" e di un’inchiesta, quella di Potenza, condotta in modo "vergognoso" Fabrizio Corona, il fotografo finito al centro delle cause su Vallettopoli, ora a giudizio a Milano per una serie di episodi di estorsione e tentata estorsione.
Prima di entrare in aula l’imputato ha rilasciato diverse dichiarazioni perchè, dice, "sono fuori di me". Fedele anche per oggi al nuovo look, Corona sembra aver ritrovato i toni duri e l’aggressività di un tempo perchè, spiega "mi sono letto tutte le carte del procedimento, soprattutto le intercettazioni, e sono furibondo. C’è gente che davanti a Woodcock ha dichiarato 'a' e poi a Di Maio ha detto ‘b’".
Tutte cose che, sottolinea più volte Corona, "mi hanno rovinato la vita". E nel conto negativo il fotografo mette pure il carcere che, afferma "è la peggior scuola che esiste per diventare malavitosi. Prima di entrare in galera io ero in bravo ragazzo anche se un pò spaccone o guappo, ora sono diverso. Anche tutti gli episodi che mi sono successi, come soldi i falsi o la pistola che mi hanno trovato, sono conseguenze del carcere".
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